Opinioni
5 Ottobre 2018
16:05

Cantiere appena aperto: piazza Plebiscito diventa subito un parcheggio d’auto

In piazza Plebiscito è stato aperto un cantiere della Linea 6. Ma subito all’interno dell’area recintata sono entrate autovetture private, non si sa bene a che titolo. E il rischio è che la meravigliosa piazza partenopea torni a essere come negli anni Ottanta, un parcheggio di auto a cielo aperto.
A cura di Ciro Pellegrino
L’area del cantiere in piazza Plebiscito con auto in sosta
L’area del cantiere in piazza Plebiscito con auto in sosta

Piazza Plebiscito, la più rappresentativa di Napoli, fino agli anni Novanta è stato un vergognoso parcheggio a cielo aperto, governato dagli abusivi della sosta. Fu chiusa al traffico e si parlò di "rinascimento napoletano". Da poche settimane, non senza polemiche, è stato aperto il cantiere per consentire la realizzazione delle camere di ventilazione della Linea 6 metropolitana. I lavori dureranno secondo il piano 14 mesi e dunque si concluderanno (sempre se il cronoprogramma sarà rispettato) entro Natale 2019. New jersey e transenne delimitano l'area vicino alla Prefettura, la Soprintendenza aveva annunciato "rigide prescrizioni" e "vigilanza sui lavori" ma a quanto pare almeno per ora le cose vanno come di solito: l'area del cantiere è diventata un piccolo parcheggio di veicoli privati, non si sa bene a che titolo. Non solo: oggi, 5 ottobre, c'erano veicoli parcheggiati perfino davanti al colonnato in occasione di una cerimonia religiosa all'interno, e sul lato di Palazzo Salerno, sede dell'Esercito.

Perché? Non dovrebbe essere tassativamente vietata la sosta? Il rischio è che l'area piano piano sprofondi nel degrado che caratterizza la vicina piazza Trieste e Trento, parcheggio a cielo aperto come negli anni Ottanta. E che piazza Plebiscito torni indietro anziché progredire e diventare oltre la bellissima area storica e aperta a turisti e napoletani anche un luogo di ritrovo per attività di rilievo.

Giornalista professionista, capo servizio di Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. Ha un podcast che si chiama "Saluti da Napoli". È co-autore dei libri Il Casalese (Edizioni Cento Autori, 2011); Novantadue (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città e L'Invisibile (Round Robin, 2013-2014). Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
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