9 Gennaio 2020
11:16

Portici, bomba contro la casa del boss del clan Vollaro, è guerra coi Mazzarella

Una bomba carta è esplosa intorno alle 3 del 9 gennaio in via Casaconte, a Portici (Napoli), davanti a un edificio in cui abita un pluripregiudicato ritenuto in passato ai vertici del clan Vollaro. Gli investigatori indagano sui contrasti, ormai guerra aperta, tra il clan di Portici e quello dei Mazzarella; pochi giorni fa l’omicidio di un pregiudicato vicino ai Vollaro.
A cura di Nico Falco
immagine di repertorio
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Una bomba carta è esplosa nella notte scorsa a Portici, in provincia di Napoli, in via Casaconte, davanti all'abitazione in cui abita un pluripregiudicato ritenuto legato al clan Vollaro. L'ordigno artigianale, scoppiato intorno alle 3 del 9 gennaio, ha danneggiato il portone di ingresso della palazzina e il cancello, non risultano feriti. Sul posto gli agenti del commissariato Portici-Ercolano, che hanno avviato le indagini, mentre i vigili del fuoco si sono occupati della messa in sicurezza della struttura.

L'obiettivo dell'intimidazione sarebbe proprio il pregiudicato, scarcerato di recente e che anni fa era considerato il reggente dei Vollaro. Gli investigatori al momento non escludono nessuna pista, ma quella più calda riguarda la guerra di camorra ora in corso tra il clan Mazzarella, che dopo i fronti aperti su Napoli sta cercando di guadagnare terreno anche su Portici, e il clan Vollaro, che per decenni è stato egemone nel comune alle porte di Napoli.

Pochi giorni fa, il 23 dicembre, l'omicidio di Ciro d'Anna, pregiudicato di 38 anni originario di Torre del Greco, ucciso in un bar-tabaccheria di via Università. Anche l'uomo era ritenuto affiliato al clan Vollaro di Portici e considerato molto vicino all'attuale reggente del gruppo criminale.

A settembre, invece, un quello che sarebbe stato un agguato fallito contro un uomo dei Mazzarella, ritenuto tra i vertici del clan: fermato dalla Polizia che aveva visto due scooter sfrecciare ad alta velocità, aveva denunciato di essere stato inseguito dall'altro. La notte successiva un ordigno fu fatto esplodere davanti a una palestra: per quell'episodio gli investigatori stanno cercando di capire se esista un collegamento col mancato agguato o se sia riconducibile al racket.

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