Un unico contatore dell'acqua, una bolletta non pagata con conseguente distacco della fornitura, una diatriba sulla proprietà della strada. È il retroscena dell'emergenza di via privata Monterusso, a Pozzuoli, dove da ormai più di una settimana circa 300 persone, tra cui bambini, anziani e donne incinte, sono senz'acqua.

L'inghippo, spiegano i residenti, sta proprio nella struttura dei servizi. C'è una conduttura unica, anche malandata, su cui c'è un singolo contatore che inizialmente registrava i comuni di pochi nuclei familiari, cinque o sei. Col passare del tempo e l'arrivo di nuovi residenti, però, la situazione era sfuggita di mano: oggi le famiglie collegate sono 70. Non era possibile cambiare le condutture e così tutti si allacciavano sul vecchio contatore, la fornitura era nominalmente intestata a una sola persona ma le bollette venivano pagate facendo in pratica una colletta tra tutti quelli che usufruivano del servizio. Fin quando qualcuno ha smesso di pagare, i conti hanno smesso di tornare e, dopo circa un anno di morosità, l'azienda idrica ha staccato la fornitura. E, visto che persiste l'impossibilità di installare nuovi contatori e considerati i precedenti, nessuno si fa avanti per intestarsi il servizio anche e nome degli altri.

Oggi, 9 marzo, sono 8 giorni che le circa 300 persone che abitano in via privata Monterusso sono senza acqua. Tra loro ci sono una ventina di bambini al di sotto dei 4 anni, 6 donne incinte, 5 invalidi allettati.

“Con una delibera comunale del 1994 – racconta uno dei residenti – la strada è diventata pubblica, ma dopo 25 anni ancora siamo senza servizi. Non sono stati eseguiti lavori per acqua, fogne, nulla. Per risolvere questo problema ci siamo rivolti al Comune e all'ente di riscossione del debito, dall'Amministrazione ci avevano anche assicurato l'invio di autobotti per tamponare il problema fino alla risoluzione, ma non è successo nulla”.