In casa una lettera d'addio, indirizzata ad amici e familiari. Vincenzo A. ha affidato a una busta chiusa la sua verità sulla vicenda che l'ha travolto. Il professore del liceo Giambattista Vico era finito ai domiciliari lo scorso mercoledì con l'accusa di aver avuto dei rapporti sessuali con due sue studentesse minorenni. A raccontarlo una delle due giovani. Parole confermate da alcune chat, il cui contenuto è stato giudicato inequivocabile dagli inquirenti che hanno chiesto e ottenuto dal tribunale il provvedimento cautelare. Il 53enne dal canto suo aveva rigettato ogni accusa, asserendo che ignoti avrebbero utilizzato le sue utenze per inviare quei messaggi. Forse ora il contenuto della lettera d'addio dirà qualcosa in più ai tanti, colleghi e studenti, dilaniati dal dolore per la scelta dell'uomo di togliersi la vita per la vergogna.

La veglia degli studenti fuori il Vico

Ieri sera una veglia di studenti fuori il liceo del centro. Docente molto amato, i ragazzi non vogliono riabilitare il loro professore a tutti i costi, ma chiedono rispetto in questo momento molto difficile per la comunità scolastica e il diritto di ricordare il loro docente. Sono circa 200, portano fiori ma soprattutto hanno voglia di stare insieme, di interrogarsi su quanto accaduto di trovare risposte ai loro sentimenti, spesso contrastanti, oltre le formule preconfezionate di queste ore.

La pistola non doveva trovarsi in casa

Dal punto di vista dell'inchiesta su quello che sembra oltre ogni ragionevole dubbio un gesto volontario, resta da chiarire come sia finita nella casa di Quarto di Auricchio l'arma regolarmente detenuta sì, ma da un parente dell'uomo. Quell'arma non si sarebbe dunque dovuta trovare nell'abitazione di Quarto del professore di matematica.