Un ordigno rudimentale è esploso davanti alla saracinesca di un bar nella zona di Marianella, al confine con Scampia, nella notte tra il 23 e il 24 dicembre. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia Vomero, che stanno curando le indagini; tra le piste ritenute maggiormente verosimili, quella del racket: il periodo, infatti, è uno di quelli "obbligati" in cui gli emissari dei clan impongono il pagamento del pizzo. Allo stato attuale non si esclude, però, anche che si sia trattato di una intimidazione per motivi diversi, come contrasti da ricercare nella sfera personale.

L'esplosione c'è stata nelle prime ore del 24 dicembre, la Vigilia di Natale. Il bar si trova tra gli edifici residenziali, molte le chiamate arrivate sia alle forze dell'ordine sia ai Vigili del Fuoco. La deflagrazione ha causato danni sulla saracinesca, ma l'interno dell'attività commerciale non ha riportato grosse conseguenze. Il titolare del bar, ascoltato dai militari, ha riferito di non avere mai ricevuto minacce e di non nutrire sospetti su nessuno, ma la dinamica riporta alla mente quella delle intimidazioni del racket: per questo motivo, tra le ipotesi seguite dagli investigatori, c'è proprio quella del messaggio da parte dei clan di camorra locali, come "avvertimento" o come ritorsione per non avere assecondato una richiesta di pagamento.

Pochi giorni fa, il 19 dicembre, scena simile a Terzigno, in provincia di Napoli: davanti a un bar di via Verdi, lungo la strada che porta a Poggiomarino, era stata lanciata una bomba carta che aveva danneggiato saracinesca e infissi e aveva mandato in frantumi le vetrate. Anche per quel caso le indagini, affidate ai carabinieri, vertono sul "pizzo di Natale".