Reti, barze e perfino il cerchione di una bicicletta recuperati nel mare di Napoli, davanti ai Giardini del Molosiglio.
in foto: Reti, barze e perfino il cerchione di una bicicletta recuperati nel mare di Napoli, davanti ai Giardini del Molosiglio.

Una barca della Fondazione Dohrn ha "ripulito" una parte di mare davanti ai giardini del Molosiglio di Napoli: un'azione dimostrativa, ma che in futuro potrebbe essere ripetuta, magari in altre zone, per sensibilizzare le persone sul tema dei rifiuti gettati in mare. L'iniziativa, promossa dalla Fondazione Dohrn e dalla Stazione Zoologica "Anton Dohrn" stessa, ha avuto un ottimo riscontro: a bordo dell'imbarcazione "Vettoria", oltre al personale tecnico e di sommozzatori, c'erano anche Vincenzo Saggiomo, Direttore della Fondazione Dohrn, e Franco Andaloro, Dirigente di Ricerca della Stazione Zoologica Anton Dohrn, oltre ad alcuni giornalisti giunti apposta per riprendere le immagini della "pulizia" del fondale marino.

Recuperati, in appena un'ora e mezza, un bel po' di rifiuti di vario tipo: in massima parte, si è trattato di reti, barze (ovvero i fermi che permettono di fissare ancore e vele e da cui deriva il termine "abbarzare" che indica proprio quest'azione; da non confondere con i grossi velieri da carico a tre alberi, della marina veneta del Cinquecento che si chiamavano appunto barze) e perfino il cerchione di una bicicletta, incrostato ed arrugginito da talmente tanto tempo che si erano formati su di essi alcuni organismi simili al corallo, dal colore rossiccio. Tutti oggetti che, oltre ad inquinare, sono un pericolo anche per la fauna acquatica: la stazione zoologica Dohrn spesso si ritrova proprio ad accudire animali che restano feriti da reti abbandonate in mare o da altri tipi di rifiuti. Gli ultimi casi sono quelli che hanno visto alcune tartarughe che, per le ferite riportate, sono state curate e riabilitate dal personale della stazione Dohrn prima di essere liberate in mare in tutta sicurezza.