Oggi, 21 maggio, per molti è stata la data che ha fatto da vero spartiacque tra il lockdown imposto per il coronavirus e la strada della ripresa alla normalità: bar e ristoranti hanno potuto finalmente accogliere di nuovo i clienti ai tavolini, dopo le riaperture parziali delle scorse settimane, quando era stato consentito prima il take away, poi l'asporto e infine, dal 18 maggio, la consumazione al banco per i bar.

E, come era prevedibile, in molti si sono fiondati per riassaporare insieme a caffè e pasticcini anche un assaggio di normalità. Al Vomero, e in particolare nel tratto pedonale di via Luca Giordano, così come ai baretti di Chiaia, c'è stato praticamente un assalto: strade di nuovo trafficate, tavolini pieni. Molti, quasi tutti, c'è da sottolinearlo, nel rispetto delle ordinanze per il contenimento e con la mascherina sul volto.

L'ordinanza della Regione Campania sui locali di ristorazione ha ribadito, seguendo le linee guida nazionali, che anche in questa fase della pandemia è necessario mantenere la distanza e che quindi non è possibile pensare che si possa già tornare alle situazioni (e agli affollamenti) di tre mesi fa.

Nello specifico, le linee guida della Regione Campania prevedono che nei locali di ristorazione non si possa consumare in piedi e che venga mantenuta una distanza interpersonale di almeno un metro tra i clienti, che va calcolata da schiena a schiena, e di almeno un metro tra i tavoli; considerando circa 50 centimetri per la seduta, tra due tavoli occupati la distanza deve essere quindi di circa 2 metri.

La distanza può essere minore ma soltanto in caso ci siano delle barriere fisiche (come schermi di plexiglass) tra i clienti; non è prevista invece la distanza tra persone che siedono allo stesso tavolo in quanto si presuppone che si conoscano le condizioni di salute e di esposizione dei commensali.