Non ha pace Alessio Feniello, papà di Stefano Feniello, il 28enne morto nella tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola, travolto da una slavina lo scorso mercoledì dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia. In una conferenza stampa con i giornalisti a Pescara, dove sono stati portati tutti i sopravvissuti e le vittime del disastro, Feniello è tornato ad esprimere la sua rabbia nei confronti delle istituzioni per quanto accaduto: "La struttura doveva restare aperta fino a settembre, poi andava chiusa. Non è adatta ad essere aperta in inverno".

Nel corso dell'incontro con la stampa, poi, Alessio Feniello mostra gli effetti personali recuperati sul corpo del figlio Stefano e consegnatigli questa mattina all'ospedale di Pescara. Feniello mostra ai giornalisti un orologio e una catenina appartenuti al figlio: "Mi è rimasto solo questo di mo figlio. Chi devo ringraziare per questo? Dove sono le autorità". Feniello, comprensibilmente scosso dalla tragedia, conclude: "Mi batterò fino alla fine, a costo di perdere tutto, affinché tragedie del genere non si verifichino più. Voglio giustizia".