L’area dove dovrebbe sorgere il ripetitore 5G
in foto: L’area dove dovrebbe sorgere il ripetitore 5G

Blitz della Polizia Locale in via Mastellone a Ponticelli: possibili “abusi edilizi” nell'area dove dovrebbe sorgere il ripetitore 5G di 30 metri di altezza, con 12 antenne, a 30 metri dalle abitazioni. Denunciato il proprietario dei suoli. Le società telefoniche avevano ottenuto tutte le autorizzazioni dal Comune per realizzare l'opera. I tecnici avevano dichiarato l'assenza di abusi edilizi nell'area oggetto di intervento. Dal sopralluogo dei vigili, però, è emerso che “all'interno dell'area, sono stati riscontrati alcuni manufatti di vecchia fattura privi di legittimità”. I residenti, intanto, sono sul piede di guerra. “Il Comitato “Stop 5G di via Mastellone” – spiega l'avvocato Maria Prisco, che rappresenta gli abitanti – in pochi giorni ha raccolto circa 2mila firme. C'è preoccupazione, perché le case sono a pochissimi metri dall'area dove sarà installato il ripetitore”. La scorsa settimana, il governatore Vincenzo De Luca si è recato sul posto, dove ha incontrato i residenti e ha chiesto di sospendere l'installazione in attesa di ulteriori approfondimenti.

A cosa servirà la mega-torre 5G di Ponticelli

Il ripetitore che dovrebbe essere costruito in via Mastellone, 120 servirà a garantire la copertura della rete 5G nell'area orientale di Napoli. Il progetto prevede di creare una Stazione Radio Base per la telefonia cellulare, a servizio di due compagnie telefoniche, tramite il posizionamento di un palo poligonale di circa 30 metri di altezza su un terreno in parte incolto e in parte adibito alla coltivazione. Sul palo saranno installate 12 antenne con tecnologia GSM, UMTS, LTE e 5G, apparati di supporto RRU, e 3 parabole per il collegamento ponte radio. Dopo aver acquisito tutte le autorizzazioni dal Comune, compreso il nulla osta dell'Arpac, il 18 novembre scorso è stata inoltrata la comunicazione di inizio lavori.

L'ira dei comitati: “Non vogliamo le antenne qui”

Ma è scoppiata subito la rabbia dei residenti. “Abbiamo appreso della realizzazione dell'opera a metà dicembre – racconta l'avvocato Maria Prisco, del Comitato “Stop 5G di via Mastellone” – I residenti sono preoccupati per la salute. Abbiamo appreso che sulla torre saranno trasferite inizialmente delle antenne che sono oggi sparse nel Rione Santarosa, ma saranno installate anche le nuove antenne 5G. Dal punto di vista dell'impatto paesaggistico non ci sono vincoli, ma il ripetitore sarà a ridosso delle abitazioni: la più vicina si trova a 32 metri. C'è poi un'altra questione – aggiunge l'avvocato Prisco – noi abbiamo scaricato il modello del Comune di Napoli che richiede come requisito indispensabile per il rilascio delle autorizzazioni l'assenza nell'area di abusi edilizi o istanze di condono. Ma ci sono manufatti a impatto visivo, asfalto e tettoie, che sembrerebbero non regolari. La maggior parte dei terreni sono agricoli. C'è un'indagine in Procura. Anche il governatore De Luca ha chiesto una sospensione per valutare la possibilità di uno spostamento del ripetitore in una zona meno vicina alle abitazioni”.

Anche il consigliere comunale Diego Venanzoni (Pd) ha chiesto chiarimenti sulla vicenda: "Sollecitato dai cittadini fortemente preoccupati per le continue installazioni di antenne su via Mastellone – afferma – ho ritenuto fare alcuni approfondimenti e da alcune verifiche sono emersi sull'area interessata alcuni possibili abusi. È giusto e doveroso che per ciò che mi riguarda e gli stessi cittadini attraverso le loro rappresentanze vadano fino in fondo per comprendere se gli uffici comunali abbiano commesso leggerezze nel rilascio delle concessioni".

Il blitz dei vigili: "abusi edilizi nell'area"

Il 13 dicembre scorso c'è stato un sopralluogo congiunto sull'area della Polizia Locale, con le Unità Operative Tutela Edilizia e Tutela Ambientale, Asl Na 1 Uopc, rappresentanti della VI Municipalità. “Nessun elemento di criticità – secondo la Polizia Locale – è emerso relativamente all'installazione della Stazione Radio Base”. Tuttavia, l'unità Tutela Edilizia dei caschi bianchi ha evidenziato che “all'interno dell'area, sono stati riscontrati alcuni manufatti di vecchia fattura privi di legittimità”. In particolare, tre tettoie, una di 15 metri, le altre di 6, e due container di 12 metri quadrati. “Il proprietario del suolo – conclude la nota – è stato deferito all'autorità giudiziaria competente”.