"Ciao sono Rosa, oggi, 4 novembre 2017, vi mando questo video per farvi sapere che sto bene". Dovrebbe essere un messaggio rassicurante, ma quello di Rosa di Domenico, quindici anni, da sette mesi lontana da casa, nelle mani di un uomo che ne ha quasi il doppio, è arrivato alla famiglia come un pugno allo stomaco. Il video che i Luigi e sua moglie Rosa hanno ricevuto su un social forum dedicato alle ricerche della figlia scomparsa lo scorso maggio ha finalmente risposto agli innumerevoli appelli della famiglia, che adesso ha almeno la certezza che Rosa sia viva. Quelle immagini, mostrate dalla trasmissione ‘Chi l’ha visto?' nella puntata del 13 dicembre, hanno avuto un effetto sconcertate anche sul pubblico che da mesi segue il caso della ragazzina di Sant’Antimo.

Rosa appare con lunghi capelli lisci che le incorniciano il viso e una maschera di trucco che forse vuole nascondere i segni di una sofferenza psicologica e fisica. La ragazza sembra avere le labbra e gli occhi tumefatti e, come hanno osservato anche in trasmissione, sembra recitare un messaggio di altri. “Non mi ha mai trattata male – dice riferendosi chiaramente al Alì Quasib, 28enne pakistano accusato del suo sequestro e oggi latitante, ma senza farne il nome. In video il suo sguardo perso e il modo in cui cantilena quelle parole non sue suscitano una grande tenerezza, ma altrettanta angoscia nei suoi genitori. “Non mi fa mancare nulla. Ho trucchi… piastre per capelli…. orecchini. Ho anche due conigli che lui mi ha portato per non farmi sentire sola, tutto”. Tutto, meno la libertà. Tanto che Qasib le ha ‘portato due conigli’ che le tenessero compagnia in quella che ha tutta l’aria di essere una segregazione. E poi c'è un altro particolare che convince i genitori di Rosa a credere che sia manipolata o addirittura che stia tentando di lanciare un messaggio d'allarme in codice: a lei i conigli non sono mai piaciuti.

Foto pedopornografiche e ricatti

La storia di Rosa Di Domenico inizia a Sant’Antimo, piccolo comune a mezzora da Napoli, quando la bambina aveva solo 12 anni. Come ogni ragazzina della sua età la piccola si è approcciata con ingenuità ai social network. dove ha avuto la sfortuna di imbattersi in Alì Qasib, 25 anni, pakistano residente con la sua famiglia a Rocandelle (Brescia) in una villetta di periferia. Alì era (ed è) sposato. Comincia a corteggiare Rosa – che è lusingata delle attenzioni di un uomo tanto più grande – in maniera sempre più serrata, fino ad arrivare a chiederle delle foto che la ritraggono nuda. La piccola cede e gli manda degli scatti che Qasib conserva sul suo computer e con i quali, verosimilmente, la ricatta. “Sono pronto a dare tutto a tuo padre” le scrive.

Le minacce

Quanto sta accadendo a Rosa, però, non sfugge ai genitori, che contro quell’uomo sporgono ben tre denunce. Rosa smette di mangiare carne, perde peso, prega secondo i precetti del Corano e si scatta selfie con il burqa che poi invia ad Alì. Per fortuna è a Brescia, pensano i suoi genitori, e invece lui scende in Campania dimostrando che quella per lui non è una storia senza importanza, lui Rosa vuole portarsela via. “Mi prenderò tua figlia, dice a papà Luigi”, ma neanche questa minaccia riesce a motivare un intervento restrittivo della polizia fino a che, una mattina di maggio, Rosa esce per andare a scuola e non torna più a casa. Sua madre trova sul suo computer delle ricerche Google con chiave: “treni Napoli-Brescia”.

Chi è Alì Qasib

Quello della scomparsa di Rosa diventa un caso solo quando a occuparsene è la trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ che offre ai genitori di Rosa la possibilità di rivolgersi direttamente all’aguzzino e alla loro figlia, per chiedere che Rosa venga lasciata andare. Intanto la Procura apre un'indagine per sequestro di persona e per pedopornografia. Nel computer del pakistano, infatti, spuntano tra le altre, le immagini con le quali ricattava Rosa, ma non è tutto. A carico del pakistano di Brescia emergono altre due denunce presentate da due ragazze che Qasib ha cercato di costringere a seguirlo in Pakistan. “Se Alì Qasib non ottiene quello che vuole diventa violento”, dice di lui una delle due ragazze.

Nel caso entra l'antiterrorismo

L’orrore non finisce qua. Quando i genitori di Rosa denunciano la conversione alla religione islamica indotta attraverso il plagio nel caso entra addirittura l’antiterrorismo. Pesano, nel caso i precedenti di molte altre ragazze occidentali reclutate come spose dei guerriglieri musulmani. Da Brescia, però, i familiari del 28enne negano con forza ogni ombra di fondamentalismo, le sorelle bollano le denunce come ‘ritorsioni’ e le accuse di islamizzazione forzata e terrorismo come ‘bugie’. Nondimeno il padre di Qasib decide di collaborare con la famiglia Di Domenico.

La speranza

A novembre si mette in contatto con un amico di Alì attraverso il quale riesce a sapere che ‘Rosa è viva e vuole tornare’ e che ‘forse si trovano in Germania’, poi arriva il video. Ora la vita di Rosa dipende dalla volontà dell’uomo che la trattiene con sé, al quale ora mamma Di Domenico ha chiesto solo una cosa, un regalo di Natale speciale, riabbracciare sua figlia.