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Vendevano droga organizzati su tre turni, in modo da coprire l'intera giornata, lasciando un buco di sole tre ore dalle 4 alle 7 del mattino, quando non c'erano clienti. E per prendere gli ordini avevano una linea dedicata: un telefono cellulare che ogni spacciatore prendeva in consegna all'inizio del turno e lasciava quando "smontava". Il giro di denaro era notevole: su quell'utenza, in soli due mesi, sono arrivate 24mila ordinazioni. A scoprire il sistema di spaccio, i carabinieri del Comando Provinciale di Salerno, che hanno eseguito oggi, 4 novembre, un provvedimento cautelare emesso dal gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 21 persone, indagate per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; per 12 è stato disposto il carcere, per altri 7 gli arresti domiciliari e per gli ultimi 2 il divieto di dimora nella provincia di Salerno.

Gli spacciatori avevano il telefonino di servizio

I pusher venivano pagati settimanalmente e lavoravano su tre turni: dalle 7 alle 13, dalle 13 alle 19:30 e dalle 19:30 alle 4. Gli ordini di stupefacenti arrivavano telefonicamente, usando un cellulare "di servizio", che veniva passato come una staffetta tra chi terminava il suo turno e chi cominciava quello successivo. Gli spacciatori aspettavano i clienti per la consegna di cocaina, crack, eroina e hashish in luoghi ormai noti ai clienti. Le organizzazioni erano due: un gruppo vendeva droga a Salerno e a Pontecagnano, l'altro a Bellizzi e Montecorvino Pugliano. Gli stupefacenti venivano acquistati nel Napoletano, in particolare da Marano, e arrivavano nelle basi operative di Salerno e della Piana del Sele con frequenti rifornimenti tramite corrieri. L'utilizzo di cellulari dedicati era stato scoperto anche a settembre, in una precedente operazione della Squadra Mobile che aveva portato all'arresto di 15 persone.

La droga da Napoli al Salernitano

Le indagini, svolte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale e dalla Compagnia di Battipaglia, sono state avviate nel 2017. I militari hanno appurato che i clienti non erano soltanto tossicodipendenti del posto, ma che la fitta rete si estendeva ben oltre i confini cittadini: clienti arrivavano dall'Alto Cilento e dal Vallo di Diano, ma anche dall'Irpinia e dalla Basilicata. Nel corso delle operazioni 15 persone sono state arrestate in flagranza e sono stati sequestrati 2 chili di stupefacenti e 50mila euro in contanti. Durante le perquisizioni a uno degli indagati sono stati sequestrati 6mila euro in contanti, avvolti nel cellophane.