La Regione Campania, ha dato l'ok alla riapertura dello stabilimento Fonderia Pisano, a Salerno. Dopo gli ultimi controllo e la relazione dell’Arpac è stata disposta la riapertura e la messa in funzione dei macchinari, così come prima della chiusura, avvenuta 20 giorni fa. La decisione ha scatenato la protesta dei che denunciano il pericolo rappresentato dall'attività della fabbrica rappresenta sulla salute delle persone. Un sit in di protesta ha visto riuniti davanti alla sede della Fonderia cittadini, mamme e studenti, sostenuti dai consiglieri del M5S, Michele Cammarano e Vincenzo Viglione che, in una nota firmata dal gruppo regionale del Movimento 5 Stelle, dicono: "Siamo ancora in attesa di una risposta da parte della Regione Campania a una nostra interrogazione”. “All'azienda – spiegano – viene contestata la dispersione di materiali tossici senza il dovuto rispetto delle norme ambientali e dopo l'interruzione dello scorso 22 febbraio su disposizione della Regione Campania, l’attività è ripresa”.

“Vogliamo capire cosa è cambiato – proseguono – e perché non ci siano più le criticità inizialmente riscontrate dall'Arpac”. “Noi del Movimento 5 Stelle – sottolineano- vorremmo sapere cosa intende fare la Regione per tutelare la salute dei cittadini e l'ambiente circostante e promuovere accordi di programma per l'attuazione del Piano urbanistico comunale di Salerno in relazione alla prevista delocalizzazione dell'azienda”. Nel 2007 il Tribunale di Salerno ha riconosciuto i danni ambientali prodotti sul territorio dall'azienda guidata da Luigi Pisano. Il Comune di Salerno si è costituito parte civile nel processo istruito dal pm Angelo Frattini e conclusosi con la condanna poi commutata in ammenda nei confronti dell'imprenditore.