La Corte di Appello di Napoli ha ribaltato la sentenza di primo grado per Luigi Del Gaudio, pregiudicato di 46 anni, alla sbarra come responsabile della tentata rapina che costò la vita ad Antonio Ferrara, per tutti "Pietruccio", lo storico negoziante della Pignasecca, nel centro di Napoli, morto per un infarto quando un rapinatore armato si presentò nel suo negozio di fronte alla stazione Montesanto della Cumana.

In primo grado Del Gaudio era stato condannato per la tentata rapina, ma non era stato provato il nesso causale tra il reato e il decesso; ovvero, non era possibile accusarlo anche di quella morte. Risultato: 8 anni di reclusione. Con l'Appello, invece, i giudici hanno capovolto la situazione: quel 7 dicembre 2018, quando il rapinatore fece irruzione, fu proprio la paura dell'arma a causare il decesso del commerciante 64enne. Quindi: omicidio come conseguenza di altro reato. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, però, la pena comminata non è stata più alta: 6 anni invece degli 8 incassati in primo grado. A determinare la riduzione della pena, malgrado l'aggravamento del quadro accusatorio, sarebbe stato il fatto che, una volta braccato, l'imputato si era consegnato alle forze dell'ordine e dopo un maldestro tentativo di fornire un alibi aveva confessato.

Quella sera di dicembre il criminale aveva fatto irruzione intorno alle 20, all'orario di chiusura. "Pietruccio" aveva reagito d'istinto, opponendosi al criminale, ma pochi minuti dopo si era sentito male ed era morto. Del Gaudio, finito nella rosa dei sospettati, si era consegnato alle forze dell'ordine quattro giorni dopo con l'intenzione di farsi scagionare ma il suo alibi era stato smontato dagli inquirenti.