Trenta denari proprio non sono, visto che Maurizio Sarri per allenare la Juventus percepirà circa 7 milioni di euro a stagione, ma tant'è: la figura del ‘traditore' per i napoletani è l'unica possibile oggi che il fu "Comandante", per qualcuno addirittura un modello politico da seguire, in un calcio ormai senza bandiere, è diventato allenatore della squadra bianconera. Genny Di Virgilio, maestro del presepe e dell'ironia partenopea, anche stavolta ha colto nel segno. E in un batter d'occhio ha trasformato il coach di Bagnoli, con la tuta azzurra e la sigaretta in bocca in un traditore con il sacco dei denari torinesi. La statuina, manco a dirlo, sta spopolando sui social e nella bellissima stradina di San Gregorio Armeno, lì dove l'artigiano napoletano tra un  Benino che dorme, un bambiniello e una  capanna di Betlemme non manca di fare riferimenti in terracotta alla quotidianità, sempre fedele alla leggerezza e all'ironia che contraddistingue quest'aspetto dello sport.

Sarri traditore: il pastore di Di Virgilio

E pensare che Maurizio Sarri era già finito sul presepe napoletano, ma come ‘eroe' nell'ormai lontano 2015. All'epoca a San Gregorio Armeno così come nel resto della città era tutta una celeste corrispondenza d'amorosi sensi verso l'allenatore originario del popolare quartiere di Bagnoli. Oggi invece il clima è cambiato e qualche ora fa perfino la targa in via Silio Italico piazzata dai tifosi per ‘onorare' Sarri è stata rimossa da una mano arrabbiata (e un po' stupida). Anche l'artista Jorit Agoch aveva dipinto un grosso ritratto dedicato all'allenatore di calcio.