Troppa puzza e tanfi insopportabili dal sito di trasferenza Asìa. Miasmi nauseabondi che rendono impossibile lavorare. Il centro Enel Italia di via Galileo Ferraris chiama gli ispettori dell'Asl. Da tre anni, infatti, per gli 800 dipendenti della società dell'energia nazionale del complesso dell'area est di Napoli, il più grande della Campania, recarsi ogni mattina in ufficio è diventato un incubo, come segnalato più volte dai sindacati. Da quando nei capannoni adiacenti dove si trovavano le officine dell'Anm si è trasferita Asìa, l'azienda municipale dell'igiene urbana, che vi ha insediato un sito di travaso dei rifiuti.

Sul complesso di via Ferraris negli ultimi anni si è investito molto. Ma con la partecipata dell'igiene la convivenza non è stata facile fin dall'inizio. Nonostante i tentativi di risolvere il problema anche da parte di Asìa, i cattivi odori permangono ancora oggi. Lo scorso luglio, Enel Italia si è rivolta all'Asl Napoli 1 Centro, all'Asìa e a Palazzo San Giacomo denunciando le possibili ripercussioni in termini di malattie respiratorie per i lavoratori che operano nella struttura di via Galileo Ferrarris, esposti da anni ai miasmi nauseabondi provenienti dall'adiacente area di trasferenza affidata ad Asìa. E i disagi aumentano in estate con il caldo che contribuisce ad alimentare gli effluvi maleodoranti, costringendo i lavoratori a barricarsi negli uffici e a rinunciare anche alla pausa pranzo all'aperto.

Tre anni fa l'accordo per i lavori, mai ultimati

Nel 2017, Enel e Asìa siglarono un accordo per trovare una soluzione di pacifica convivenza. L'azienda comunale si impegnò ad effettuare dei lavori, installando delle paratie e dei ventilatori (un cannone per la nebulizzazione dell’enzimatico) per proteggere gli uffici vicini dell'Enel dai cattivi odori. Ma i lavori concordati sono stati eseguiti solo in parte. L'anno scorso Asìa si era impegnata ad avviare la gara per completare le opere. Ma ancora oggi, il problema resta sempre lo stesso. I cattivi odori rendono impossibile la vita ai dipendenti Enel che occupano il complesso di 6 fabbricati dove si trovano anche il parcheggio, la portineria, gli uffici amministrativi di E-Dstribuzione, il centro guasti alta e bassa tensione, i locali di Enel Energia ed ex Enel Sole, il circolo ricreativo dell'Arca, il Fisde e l'Associazione dei pensionati Enel (Anse). L'Enel, infatti, da diversi anni aveva avviato un processo di accorpamento dei diversi uffici che si trovavano a Napoli e in Campania, concentrandoli proprio in via Ferraris.

Le carte in Procura: "Il sito Asìa va spostato"

Dopo diversi solleciti, il caso è finito anche in Procura. Il 18 luglio scorso, il vicepresidente del consiglio comunale di Napoli, Fulvio Frezza, ha inviato una lettera all'assessorato all'Ambiente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, al direttore generale dell'Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva, all'Arpac Campania, al Noe dei Carabinieri della Campania e alla Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli V sezione Ambiente, Edilizia e Urbanistica, chiedendo provvedimenti immediati “a tutela della pubblica igiene e dell'incolumità dei lavoratori e di verifiare se la struttura Asìa è compatibile e sicura rispetto alle altre strutture circostanti”. “Il sito Asìa va assolutamente delocalizzato – commenta Frezza – Non si può mettere a rischio la salute dei lavoratori”.

L'eventuale spostamento del sito Asìa, però, non sembra una soluzione semplice da attuare. Visto che si tratta di un punto di riferimento strategico per gli autocompattatori e gli altri mezzi di raccolta rifiuti che operano nel centro storico di Napoli. Nel sito di via Ferraris viene poi effettuato il travaso dei sacchetti dai camion più piccoli a quelli più grandi. Il problema è che il sito Asìa è diviso solo da un sottile muro di confine dal complesso dell'Enel.