"E fu così che da un giorno all'altro Bocca di Rosa si tirò addosso l'ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l'osso". Togli Sant'Ilario, metti Ercolano, in provincia di Napoli. Ma il resto della storia ricalca, con qualche leggera modifica per adattare la trama, proprio la canzone di Fabrizio de Andrè: mariti "rubati", le donne che si rivolgono alle forze dell'ordine, qualche Bocca di Rosa scoperta e un uomo accusato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Le indagini sono partite proprio da alcune mogli, che negli ultimi tempi avevano notato un certo e strano interesse dei loro mariti verso un particolare centro massaggi. Volevano andarci da soli, e anche spesso, e quando veniva chiesto loro cosa ci trovassero di speciale borbottavano qualche risposta vaga. E così le donne avevano immaginato che, chiunque li accogliesse tra quelle mura, di sicuro "non si trattava di un missionario".

Il motivo l'hanno scoperto i carabinieri: tra quelle mura, dietro la pubblicità dell' "ambiente di lusso",  "climatizzato" e "con parcheggio privato", facile da raggiungere dall'uscita dell'autostrada, i dipendenti offrivano ben altro che semplici massaggi. Se la Bocca di Rosa di de Andrè lo faceva per passione, nel centro olistico era invece proprio una professione: ogni "incontro", mascherato da massaggio, costava tra i 60 e i 100 euro. A disposizione dei clienti c'erano sia uomini sia donne. I servizi venivano pubblicizzati sui siti di incontri, dove si trovano ancora numeri di telefono collegati al centro massaggi, ma anche sui social network, dove venivano pubblicati annunci che poco spazio lasciavano all'immaginazione: donne seminude che promettevano di "accompagnare il cliente nel mondo immenso del piacere con mani di fata". E con la possibilità di approfittare anche di sconti speciali per Natale.

Fin quando non sono partite le denunce, e di conseguenza le indagini. Fino all'epilogo: "quattro gendarmi con i pennacchi con le armi" della tenenza dei carabinieri di Ercolano, che hanno scoperto quello che succedeva nel centro massaggi e appurato che il gestore, un 41enne di origini ucraine con precedenti penali, oltre a reclutare uomini e donne che offrivano prestazioni sessuali, incassava una percentuale sugli incassi. E così anche lui, proprio come Bocca di Rosa, è stato messo sul primo treno: il Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura, ha emesso nei suoi confronti un'ordinanza di divieto di dimora nella provincia di Napoli.