La Polizia di Stato sul luogo degli spari. [Foto / Fanpage.it]
in foto: La Polizia di Stato sul luogo degli spari. [Foto / Fanpage.it]

Un ragazzo gambizzato alle otto del mattino, con la strada piena di gente, tra cui anche bambini che stavano andando a scuola, e un altro che qualche ora prima era arrivato in ospedale con ferite simili. Due episodi separati, ma che potrebbero essere in qualche modo collegati: tra i due ferimenti potrebbe esserci un nesso, potrebbe trattarsi di un botta e risposta tra paranze di giovanissimi legati ai clan.

La pista è quella seguita dagli inquirenti per trovare il movente dietro i ferimenti di Nicola Minieri, 19 anni, e Antonio Giarnieri, 23 anni, entrambi feriti a colpi di pistola tra la notte e le prime ore del mattino di venerdì scorso, 29 novembre. Il diciannovenne era stato raggiunto da due proiettili a notte fonda, mentre stava tornando a casa; era stato accompagnato all'ospedale dei Pellegrini. Agli investigatori aveva detto di essere stato ferito in vico Paradiso alla Salute, nella zona di Materdei.

Giarnieri era invece stato ferito alle 8:20 del mattino successivo, nel bar dove lavora, la Caffetteria Sommella, in via Pasquale Scura, nella zona della Pignasecca, nei pressi di via Toledo. Per gli inquirenti della Procura distrettuale antimafia il secondo raid, malgrado il 23enne non sia ritenuto vicino a gruppi malavitosi, potrebbe essere proprio la risposta al primo. Uno scenario che resta ancora tutto da definire, anche perché il giovane barista non risulta avere precedenti penali.

L'altro ragazzo, fratello di un pregiudicato attualmente agli arresti domiciliari e con frequentazioni nell'orbita del gruppo Saltalamacchia, dovrà invece scontare un residuo di pena per una rapina commessa da minorenne; appena sarà dimesso dall'ospedale verrà trasferito nel carcere di Nisida.