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16 Maggio 2015
10:53

Strage a Secondigliano: chi era Luigi Cantone, ucciso sullo scooter

Il racconto di uno dei testimoni della strage compiuta il 15 maggio dall’infermiere Giulio Murolo a Secondigliano, sugli ultimi attimi dell’uomo, cuoco al convitto Vittorio Emanuele, rimasto ucciso in sella al suo scooter. “Volevo fermarlo, ho gridato, ma non mi ha sentito”:
A cura di Angela Marino
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Stava attraversando Via Napoli Capodimonte in scooter nel pomeriggio di ieri, indossava il casco, era isolato dai rumori e dai suoni di una strada che appariva tranquilla. Nessun clacson, nessun veicolo incombente nelle vicinanze, nessun pericolo apparente. Ma qualcuno grida a Luigi Cantone di fare attenzione. Non può sentire, ha il casco, nessun segnale visivo, nessun indicatore ambientale intorno a lui gli suggerisce che deve fermarsi, tornare indietro cercare riparo. Solo la voce di un uomo gli grida che c'è un pazzo che spara. Poi il buio. Il cinquantaseienne in sella al "Leonardo Aprilia", rimasto a terra dopo la tragedia di Secondigliano, entra nel raggio di mira del "cecchino" e finisce per essere una delle quattro vittime di una strage compiuta senza un perché ai bordi della periferia napoletana. Questa la ricostruzione di uno dei testimoni oculari della sparatoria del 15 maggio.

Quel grido di allarme: gli ultimi attimi di vita

L'uomo che ha assistito alla sparatoria da poco lontano lavora come idraulico a pochi passi dal luogo dove ieri si è consumata la strage familiare. L'operaio racconta di essere uscito per avvertire Cantone e fermarlo. "Gli ho urlato che c’era un pazzo che sparava dal balcone – spiega – ma di sicuro non mi ha capito perché aveva il casco". Poteva salvarsi forse il cinquantaseienne, se solo avesse udito quel grido di allarme, ma le cose sono andate diversamente e Cantone, ha finito per essere la quarta vittima della furia omicida di Giulio Murolo, che affacciato al balcone di casa, al primo piano della palazzina al civico 41 di via Napoli Capodimonte, ha sparato all'impazzata su due dei suoi parenti, Le vittime sono Luigi Murolo, sua moglie Concetta Uliano, sul tenente Francesco Bruner e infine su Luigi Cantone, che passava di lì in sella al suo motociclo e su altri passanti innocenti rimasti feriti. Se ne contano ancora 6, ricoverati al San Giovanni Bosco. Per la giornata di oggi, il sindaco Luigi de Magistris ha indetto il lutto cittadino, cancellando tutti gli impegni istituzionali per l'inaugurazione della nuova fermata del metrò, a cui avrebbe presenziato il premier Matteo Renzi.

Luigi Cantone, cuoco al convitto Vittorio Emanuele di piazza Dante

Luigi Cantone lavorava come cuoco nel Convitto Vittorio Emanuele di piazza Dante a Napoli. E stamane un grande striscione è stato esposto sulla recinzione della statua del Poeta con la scritta ‘Ciao Luigi', in onore del passante ucciso a Secondigliano. Il portone principale del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele è chiuso a metà in segno di lutto. Lacrime tra i collaboratori del Convitto che descrivono Luigi Cantone come un gran lavoratore e un uomo stimato e benvoluto.

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