20 Settembre 2019
17:06

Strappò l’orecchio al rivale, il figlio di Tina Rispoli condannato a 4 anni ai domiciliari

Crescenzo Marino, figlio di Tina Rispoli, è stato condannato a 4 anni e 4 mesi per l’aggressione ai danni di un 21enne, avvenuta il 25 aprile scorso; la vittima fu medicata in ospedale e suturata con 50 punti. Il pubblico ministero aveva chiesto una pena di 9 anni, il ragazzo sconterà la condanna ai domiciliari.
A cura di Nico Falco

Nove anni la richiesta del pubblico ministero, quattro anni e quattro mesi la sentenza, da scontare agli arresti domiciliari. Dopo circa 5 mesi è arrivata la condanna per Crescenzo Marino, figlio di Tina Rispoli e del defunto boss degli Scissionisti Gaetano Marino, arrestato ad aprile scorso per lesioni gravi. Ieri, 19 settembre, si è svolta la discussione, con rito abbreviato, davanti al gup Marco Carbone; il ragazzo è stato difeso dagli avvocati Luigi Senese e Maria Pia Anastasio.

Marino era stato arrestato lo scorso 24 aprile, l'aggressione era avvenuta nel Rione Berlingieri, a Secondigliano. Secondo le ricostruzioni il giovane avrebbe aggredito l'attuale fidanzato della ex compagna, un suo amico di 21 anni, causandogli dei gravi danni alla retina, e nella colluttazione gli avrebbe quasi staccato un orecchio con un morso. La vittima era stata trasportata in ospedale, dove avevano dovuto applicargli una cinquantina di punti di sutura. Marino, 23 anni, aveva detto di essersi soltanto difeso, di aver causato quelle lesioni mentre cercava di liberarsi dalla presa di un'altra persona che lo aveva afferrato alle spalle; era stato rintracciato dalle forze dell'ordine poco dopo a Giugliano, in provincia di Napoli.

Il 27 aprile, due giorni dopo, il gip Saladino del Tribunale di Napoli non aveva convalidato il fermo ma aveva applicato la custodia cautelare in carcere motivandola con il pericolo di reiterazione del reato e aveva disposto il trasferimento degli atti a Napoli per competenza territoriale; il 23 maggio successivo il Tribunale del Riesame aveva respinto la richiesta di scarcerazione.

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