Il suicidio dell'ex studentessa di 29 anni che, lo scorso 24 gennaio, si è gettata dal parcheggio multipiano del campus di Fisciano, all'Università di Salerno, ha riaperto il dibattito sulla condizione degli studenti e le pressioni alle quali sono sottoposti nel corso del loro percorso accademico. E allora ecco che l'ateneo salernitano ha pensato di implementare la figura professionale dello psicologo, precisamente tre professionisti, che possano seguire i ragazzi durante il loro percorso. "Tre nuove figure professionali con profilo di supporto psicologico, ben consapevoli di quanto sia fondamentale per l'Università  supportare anche questo tipo di aiuto, con la stessa responsabilità, lo stesso spirito di ferma decisione proprio per raccogliere questo tipo di disagi" ha dichiarato Vincenzo Loia, Rettore dell'Università degli Studi di Salerno.

In seguito al suicidio della 29enne, un'altra studentessa, una sua collega di Medicina – facoltà a cui era stata iscritta anche la vittima – ha scritto su Facebook una lettera commovente, al contempo anche un duro sfogo, quasi un grido di aiuto: "Queste settimane per noi studenti Universitari sono settimane di studio, siamo in sessione, fateci un favore, chiedeteci come stiamo, se vogliamo prendere un caffè, chiedeteci di andare a vedere un film al cinema, se prepariamo un dolce insieme, non chiedeteci quand'è l'esame, se siamo preparati, quand'è il prossimo, se vogliamo ve lo raccontiamo noi, e noi studenti, diciamoci cose belle, prendiamoci cura gli uni degli altri, stiamoci vicini, in sessione ne abbiamo tutti un po' bisogno" ha scritto la ragazza.