Rischia di restare a metà il piano del Comune per ridisegnare i tavolini e gli ombrelloni dei locali in tutta la città. Mancano i soldi. Il documento che detta le nuove regole, appena approvato dal Municipio e frutto di un lavoro congiunto con i tecnici comunali, della Federico II e della Soprintendenza, ha mappato e ridisegnato i dehors strada per strada, ma solo per il 30% del Centro Storico, in un'area che va da via Foria a via Chiaia, passando per i Decumani. Ma mancano all'appello ancora tante zone, come Posillipo o il Vomero-Arenella. Il problema è che al momento non ci sono i soldi per finanziare anche la progettazione per il restante 70% della città, perché la Camera di Commercio, pur disponibile a proseguire, ha bloccato i finanziamenti fino a quando il Comune non presenterà un progetto chiaro per tutta la città.

Rischio caos a settembre per i tavolini, molti quartieri senza regole

La conseguenza è che anche le autorizzazioni per i gazebo nei quartieri non ancora mappati sono bloccate dal Comune, bisognerà limitarsi a mettere solo tavolini e ombrelloni. Una situazione che potrebbe diventare esplosiva a partire dall'autunno, quando ci saranno le prime piogge e i locali avranno necessità di montare teloni e ombrelloni. Ma ci sono problemi anche tra gli esercenti a mettersi d'accordo tra loro presentando gazebo uniformi. "Diverse pratiche presentate da singoli locali sono state respinte – spiega Diego Venanzoni, consigliere Pd – perché per ogni strada è necessario che gli imprenditori si mettano d'accordo presentando un progetto d'ambito omogeneo. E' accaduto anche per i locali a Santa Lucia. Il problema è che molti non lo sanno".

La Camera di Commercio: "Abbiamo già finanziato, ma il progetto non è stato completato"

Per proseguire il progetto, l'equipe tecnica necessita di circa 35mila euro. Li dovrebbe mettere la Camera di Commercio di Napoli, che ha finanziato già la prima parte del piano con 25mila euro. Ma il presidente dell'ente camerale di piazza Borsa, Ciro Fiola, che ha ereditato la questione dall'ex commissario straordinario Girolamo Pettrone, mette le mani avanti: “La determina del commissario parla chiaro – spiega Fiola – stanziava 25mila euro per le borse di studio per la ridisegnare i dehors nella zona Unesco. Intendendo, secondo noi, l'intera area Unesco. Se invece è stato mappato solo il 30%, non è un problema nostro. Non possiamo dare altri soldi, perché ci esporremmo ad un danno erariale”.

Ad accendere la polemica, la richiesta di rifinanziamento per completare il piano ridisegnando i tavolini anche per il resto della città. “Ci è stata inviata dall'Università – riprende Fiolauna richiesta di rifinanziamento per ulteriori 35mila euro, che dovrebbero servire non a completare tutta l'area Unesco, ma solo per una parte di strade. Il che lascia supporre che la spesa complessiva alla fine sarà molto più alta dei 25mila euro che dovevano servire per tutta la pianificazione”.

La città spaccata in due: regole per i dehors solo al centro storico, far west dal Vomero all'Arenella

Uno stallo che spacca la città in due. Nell'area già ridisegnata, infatti, i commercianti e i gestori dei locali saranno costretti a uniformarsi alle nuove regole, comprando i tavolini e le sedie previsti dal piano – che indica tipologie, dimensioni, misure e colori – e provvedendo all'installazione entro 7 mesi, come previsto dal Comune. Per il restante 70% della città, invece, ci sarà il far west. Non solo, perché i locali delle zone escluse non potranno nemmeno chiedere nuove autorizzazioni, fino a quando non sarà pubblicato il piano anche per la loro area, perché il Comune ha sospeso tutte le proroghe. Dovranno limitarsi, quindi, a posizionare eventualmente solo ombrelloni e tavolini semplici.

La palla agli uffici tecnici

Cosa succede adesso? “Ho dato mandato agli uffici tecnici – spiega Fiola – di studiare la determina. Per chiarire se, come crediamo noi, lo stanziamento iniziale doveva servire a fare il piano per tutto il centro storico Unesco, oppure solo per una parte. In questo caso, rifaremo l'istruttoria e potremo procedere eventualmente a stanziare altri fondi”. Insomma, quindi, la Camera di Commercio è disponibile a proseguire il finanziamento, a patto che ci sia un piano chiaro comprensivo per tutta la città.

Dalla Camera di Commercio di Napoli 2 milioni per finanziare l'acquisto dei nuovi gazebo

C'è poi un'altra questione. Perché nell'attesa che il Comune e la task force completassero il piano dei dehors, che ha impiegato circa 2 anni per essere pubblicato, molti commercianti avevano già acquistato tavolini, sedie e ombrelloni per i loro locali, che adesso dovranno cambiare. Per agevolare il rinnovo delle attrezzature di tutti i commercianti, la Camera di Commercio ha previsto un contributo di sostegno da circa 2 milioni di euro. “È giusto – spiega Fiola – venire incontro alle necessità dei commercianti di tutta la città, non solo di una parte. Noi siamo disponibili a pubblicare il bando per il contributo, destinando 500mila euro per il centro storico, altri 500mila per gli altri quartieri”. Un altro milione, invece, dovrebbe andare all'area metropolitana.

Insorgono associazioni cittadine e opposizioni in Consiglio comunale

Intanto, domani, 31 luglio, alle 11, associazioni cittadine e consiglieri comunali si riuniranno per fare il punto della situazione sullo stato del regolamento dei dehors. L'incontro, dal titolo "Non un piano urbanistico-commerciale per la città, ma un regime di concorrenza sleale", si terrà nella sala Nugnes del consiglio comunale di Napoli. Presenti il presidente di “Insieme per Napoli” Gaetano Brancaccio, il consigliere comunale Diego Venanzoni (Pd), il presidente del Centro Commerciale Vomero e Confimprese Enzo Perrotta, gli avvocati Ezio Zuppardi e Luigi Imperlino e il presidente Eav Umberto De Gregorio.