Pasticcio al Comune sulle concessioni per ombrelloni e tavolini di caffè e ristoranti. Da un lato, l'avvocatura comunale, con una difesa-parere depositata al Tar, ammette la proroga delle vecchie concessioni quadrimestrali per 5 anni nei quartieri non ancora inseriti nel nuovo piano cittadino dei dehors, come il Vomero, e autorizza l'installazione di pedane e tende e paratie frangivento laterali per proteggere i clienti dal vento e dal freddo. Dall'altro, invece, la Polizia Municipale continua a sanzionare i locali che mettono i teloni, come è accaduto alla gelateria “Fantasia Gelati” di piazza Vanvitelli questo weekend. E fioccano i ricorsi.

Vomero, multata "Fantasia Gelati", ma per l'azienda è tutto in regola

Sul piano cittadino per tavolini, sedie e gazebo dei locali, insomma, è ancora caos. E a farne le spese è la nota attività artigianale "Fantasia Gelati" di piazza Vanvitelli, che per il Ponte della Festa dell'Immacolata, proprio sulla scorta del parere dell'avvocatura comunale, aveva posizionato le barriere frangivento laterali, per riparare i propri utenti dal gelo. “L'impresa – spiega l'avvocato Gaetano Brancaccio, che cura la vicenda amministrativa assieme all'avvocato Ezio Maria Zuppardiaveva comunicato con largo anticipo tramite pec all'amministrazione comunale e alla Polizia Amministrativa l'intenzione di installare i teloni protettivi a chiusura dei gazebo per i tavolini, per tutelare la salute dei propri consumatori.

Una soluzione prevista dalla normativa nazionale, attraverso il Dpr 31 del 2017 – che ha semplificato la procedura per richiedere l'autorizzazione paesaggistica – richiamato nella difesa dell'avvocatura comunale depositata al Tar per evitare la sospensiva, nell'ambito di un ricorso contro il nuovo Piano cittadino dei dehors. Difesa che è al contempo anche parere interpretativo”. "Con sorpresa, però – aggiunge il legale – nonostante la comunicazione, domenica è stata comminata la sanzione amministrativa”.

I legali del noto locale si sono già attivati per impugnare la multa, ma la questione resta spinosa. Da Palazzo San Giacomo, infatti, non sarebbero ancora arrivate indicazioni agli uffici che effettuano i controlli sulle nuove interpretazioni fatte dall'avvocatura comunale in tema di autorizzazioni. In pratica, il Municipio avrebbe comunicato alla Polizia Amministrativa solo la proroga di 5 anni rispetto alla scadenza di tutte le occupazioni temporanee quadrimestrali, ma non la deroga per i teloni e le pedane, che sono previste dal Dpr 31. “Noi chiediamo l'immediata applicazione della legge nazionale – chiarisce Brancaccio – Un dispositivo che riguarda tutti gli esercizi commerciali di Napoli che si trovano nelle zone non incluse dal Piano dei dehors”. Intanto, però, nell'attesa di un chiarimento del Comune, i clienti dei locali restano al freddo.

Il Piano del Comune per i tavolini e gli ombrelloni approvato a maggio

Il nuovo Piano cittadino dei dehors, che riguarda tutte le installazioni fatte dai locali, come tavolini, sedie, sgabelli e ombrelloni che occupano suolo pubblico, è stato varato dalla giunta De Magistris la scorsa primavera. Il problema, però, è che il piano, sebbene molto dettagliato, non ha mappato tutta la città, ma solo una parte del centro storico. Sono rimasti fuori interi quartieri, tra i quali Posillipo, il Vomero e l'Arenella.

Il Comune, in un primo tempo, aveva comunicato che dopo la pubblicazione del piano, benché incompleto, tutte le proroghe per le autorizzazioni di suolo pubblico per i locali erano sospese. A questo punto è sorto il problema di come ci si dovesse comportare con i locali che si trovavano al di fuori dell'area mappata. Col paradosso che mentre i locali di piazza Vittoria, per esempio, potevano chiedere l'autorizzazione nuova, quelli dei colonnati di piazza del Plebiscito, invece – esclusa dallo studio – erano bloccati.

Caffè e ristoranti hanno fatto ricorso al Tar

Alcuni bar e caffetterie, con l'associazione Confimprese Italia Napoli, assistita dai legali Zuppardi e Brancaccio, lo scorso settembre hanno impugnato il Piano dei dehors al Tar della Campania, ricorso tuttora pendente. Prima di arrivare all'udienza nel merito, i locali hanno chiesto la sospensiva. Il Comune, quindi, ha depositato un parere dell'avvocatura al tribunale amministrativo, col quale è stata data una nuova interpretazione della questione: le autorizzazioni quadrimestrali dei locali non mappati sono state prorogate di 5 anni, alla luce del regolamento 2014 che prevedeva il regime transitorio, ed è stato richiamato il Dpr 31/2017, che include tra gli “arredi leggeri” non solo ombrelloni, sedie e tavolini, ma anche i frangivento laterali (cioè i teloni in Pvc) e le pedane. Su questa base, quindi, il Tar non ha accolto la sospensiva, rinviando tutto all'udienza di merito.

Il Comune: “Completeremo il Piano, trovati i fondi”

Quali sono gli scenari adesso? Il Piano cittadino dei dehors era rimasto bloccato anche a causa della mancanza di fondi. La mappatura, con il disegno dei dehors e degli arredi adattati strada per strada, è stata realizzata da una task force di tecnici dell'Università Federico II, guidata dal professor Mario Losasso, grazie a un contributo della Camera di Commercio di Napoli. Il nuovo presidente dell'Ente Camerale, Ciro Fiola, però, aveva chiesto un approfondimento agli uffici per sbloccare una seconda tranche di risorse necessaria a completare il piano.

La scorsa settimana, la neo assessora al Commercio, Rosaria Galiero, ha annunciato che la Camera di Commercio ha dato la propria disponibilità a finanziare la seconda fase del progetto che ha consentito, con le Linee Guida emanate a maggio, di regolamentare gli spazi esterni di bar e ristoranti. Alla riunione hanno partecipato, per la Soprintendenza, l’architetta Claudia Fusano, per l’Università, il professor Mario Losasso, per l’assessorato, il responsabile dello staff Giovanni Piombino e, per lo Sportello Unico delle Attività Produttive, la responsabile dell’Area Sviluppo economico Valeria Paolella.