Anm, Ctp ed Eav potrebbero diventare un'unica azienda di trasporto pubblico locale in Campania per la provincia di Napoli. È il progetto al quale sta lavorando la Regione Campania. Il modello è quello dell'Atm di Milano, colosso della mobilità con un fatturato stratosferico, apprezzata in tutta Europa per l'efficienza del servizio offerto ai cittadini lombardi . Ad annunciare il progetto è lo stesso presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a margine di un'iniziativa a Palazzo Santa Lucia. “Credo sia maturo il tempo – ha spiegato il governatore – per fare almeno uno studio su un piano industriale unitario delle aziende di trasporto pubblico locali, su un’azienda unica regionale, sul modello di Milano”.

La Regione: “In Campania c'è anomalia sui trasporti”

“In Campania – ha proseguito De Luca – abbiamo una grande anomalia. Il trasporto pubblico locale di competenza regionale è affidato alle due società Eav e Trenitalia (quest'ultima gestisce la metropolitana Linea 2 di Napoli). E questo è un comparto che funziona, ha un bilancio in attivo, acquista treni e bus e fa assunzioni. Poi, abbiamo criticità fortissime che riguardano la Ctp, azienda della Città Metropolitana di Napoli, e Anm, società del Comune di Napoli. È evidente che non possiamo reggere questa situazione. Non puoi avere un sistema di trasporto regionale che funziona, ma poi si blocca quando arriva alle porte della città di Napoli o sull’area metropolitana. Noi abbiamo già dato una mano ad Anm perché Eav aveva dei crediti nei confronti dell’azienda e abbiamo rinunciato ad11 milioni di euro per non appesantire la situazione. Mai il problema è strutturale”.

Almeno un anno per il progetto di unificazione dei trasporti

Ma i tempi per vedere concretizzarsi il progetto non saranno brevi. Occorrerà almeno un anno di studio. “Approfondiremo il tema nelle prossime settimane – aggiunge De Luca – Andiamo piano, senza demagogie, senza vendere illusioni, perché quando facciamo i conti con i bilanci non possiamo affossare magari le aziende risanate per fare operazioni demagogiche. Dobbiamo fare un piano industriale, avere tranquillità finanziaria. Se il piano regge, se abbiamo le risorse, credo che possiamo avviarci in quella direzione. Ma ne parleremo nei prossimi mesi. Impiegheremo le migliori competenze tecniche e le energie finanziarie”.

La prima tappa la gara unica per i bus

All'orizzonte c'è già un primo appuntamento che riguarda la gara regionale per affidare il servizio di trasporto su gomma nella città di Napoli. Tra i diretti interessati c'è appunto l'Anm che attualmente gestisce il servizio in house per conto del Comune di Napoli. Palazzo San Giacomo però ha deciso di mettere a gara il comparto, nell'ambito della liberalizzazione lanciata dalla Regione per la gomma. Palazzo Santa Lucia ha individuato 5 bacini regionali, con l'accorpamento di Avellino e Benevento, e la divisione di Napoli città dalla provincia. Per le altre province si è già conclusa la manifestazione di interesse lanciata sul mercato ed è in corso la fase di creazione delle cordate che dovranno partecipare alla gara europea. Napoli città, invece, si è aggiunta in ritardo. Il Comune solo l'anno scorso ha deciso di mettere a gara i servizi finora fatti da Anm. Attualmente la Regione ha lanciato la manifestazione di interesse che si dovrebbe concludere questa estate. Solo dopo potrà partire la gara vera e propria che potrebbe durare circa 6 mesi. L'ipotesi di una unificazione dei trasporti locali, quindi, va inserita in questo contesto. Il bacino di Napoli città potrebbe essere unificato con quello della provincia di Napoli.

Il rebus del servizio metropolitano e di Linea 6

A questo si aggiunge un'altra incognita che riguarda il servizio su ferro. Attualmente gestito in provincia di Napoli e in città da Anm, con la Linea 1, Trenitalia, con la Linea 2, ed Eav, con Cumana e Circumvesuviana. A queste si aggiunge la Linea 6, attualmente sospesa per lavori, ma che dovrebbe aprire entro quest'anno. E qui sorge un altro dilemma, perché al momento mancano ancora le risorse sia in termini di personale che di budget per poter gestire il metrò. Un problema che andrà risolto entro i prossimi mesi, per evitare che alla chiusura dei cantieri delle stazioni, la Linea 6 possa avere difficoltà a ripartire.