Gianluigi Aponte
in foto: Gianluigi Aponte

Gianluigi Aponte, armatore e capo di Msc, Mediterranean Shipping Company S.A. risulta indagato nell'inchiesta della Procura di Napoli sull'ospitalità degli atleti in occasione delle scorse Universiadi in Campania. L'imprenditore sorrentino-ginevrino risulta al centro dell'inchiesta, condotta dai pm Francesco Raffaele e Henry John Woodcock, con il coordinamento del procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo, insieme ad Annapaola Voto, dirigente di Aru (Agenzia regionale Universiade)  e al vice presidente della giunta regionale della Campania, Fulvio Bonavitacola, e all'imprenditore alberghiero, Rocco Chechile, proprietario del Grand Hotel Salerno. La pubblica accusa contesta il reato di corruzione. Lo scopo? Ottenere dalle istituzioni locali la decisione di ospitare atleti su una delle navi del gruppo ormeggiata alla Stazione Marittima.

Su delega dell'autorità giudiziaria i carabinieri hanno già acquisito atti durante una una perquisizione all'interno degli uffici della Msc. Aponte, difeso dall'avvocato Alfonso Maria Stile che assicura che il suo assistito è pronto a dimostrare la correttezza del proprio operato sottolineando di non essere intervenuto nella fase di definizione del contratto per l'ospitalità degli atleti.

Aponte è una figura quasi leggendaria nel settore degli armatori: la Msc, nata come Aponte Shipping Company alla fine degli anni Sessanta, è oggi  la seconda compagnia di gestione di linee cargo a livello mondiale, cui si aggiunge il ramo crociere con Msc Crociere. Secondo il legale, Aponte, 79 anni, nato a Sant'Agnello, non ricopre ruoli operativi nella gestione delle aziende.  Nel 2008 la rivista americana di economia Forbes gli ha attribuito un patrimonio di 2,8 miliardi di dollari rendendolo tra i  primi 500 uomini più ricchi al mondo.