Comincia venerdì 31 e continua fino al 2 giugno la XXIII edizione del Meeting del Mare, la rassegna organizzata da Don Gianni Citro e diventato ormai appuntamento fisso del panorama musicale campano. Nella località cilentana, infatti, arriveranno tre headliner diversi tra loro ma che rappresentano tre elementi del panorama musicale italiano, come spiega proprio Don Gianni a Fanpage.it presentando Franco 126, i Planet Funk e Motta, specchio dei suoi giusti ma a che della volontà di accontentare vari palati.

Salve Don Gianni, ci siamo, ancora qua per la XXIII edizione del Meeting. 23 è un numero enorme, come va?

Salve e piacere di incontrarvi. 23 è un bel numero per un festival, ma noi puntiamo alle cose "immortali" quindi siamo all'inizio.

Ci racconta un po’ questa nuova edizione?

La nuova edizione arriva in un momento bello per la storia del festival. Ci sono delle splendide figure professionali che stanno prendendo forma nella macchina organizzativa. Avverto maturità , responsabilità , e questo mi rende felice è consentirà al pubblico di vedere e sentire più cose e sempre più interessanti. Gli artisti sono la nostra risposta alla complessità del nostro meraviglioso pubblico.

Come sempre resta alta l’attenzione per i giovani… Come mai la scelta di questi tre headliner?

Il festival ha sempre un occhio spalancato verso gli ultimi arrivi nelle grandi vetrine della musica, ma un altro occhio è rivolto su quella che è la grande tradizione. I giovanissimi attendono i nomi più freschi della scena contemporanea, quindi Franco126, un poeta urbano che mi ha rapito con le sue rime e la sua melodia semplice ed emozionante. Per il pubblico più adulto, che giustamente si aspetta di essere accontentato c’è l’elettronica e la dance dei Planet Flunk, che festeggiano 20 anni di carriera. E poi uno spazio per i cantautori, quelli che noi amiamo tanto e a cui non rinunciamo mai. Francesco Motta è uno dei miei preferiti in assoluto. Il 2 giugno, Festa della Repubblica, ci racconterà “Dov’è l’Italia”…

Come mai la scelta, quest’anno, è caduta sul ricordo come tema portante dell’edizione? Quanto è importante, oggi, la memoria?

IO RICORDO è un modo di stare al mondo. Chi non ricorda fa guai. Il ricordo ci fa restare connessi al mondo, ai fatti, agli altri. In questo momento storico la memoria è fondamentale, ma per tante ragioni, appare già indebolita, malata. Da qui tante lacune nelle nuove generazioni. La memoria alimenta una dimensione fondamentale dell'intelligenza, delle relazioni, dei sentimenti. I ricordi sono magazzini di idee, utili al presente. Sono tracce da cercare incessantemente per concepire il futuro. Senza ricordi l'umanità si imbarbarisce e rischia di perdere la sua anima e la sua vera identità. Quella umana appunto”.

Senta, da anni porta avanti un’idea musicale che va oltre il mainstream e pare che il tempo le stia dando ragione, Sanremo docet…

Ormai non si capisce più bene cosa sia mainstream e cosa no. Certo la musica va sempre percepita. A volte rischia di non dire nulla. Sanremo? Noi ci abbiamo creduto molto prima nella musica fuori dai circuiti ufficiali. Ricordo nel 2016 ospitammo Calcutta, oppure l’anno precedente Lo Stato Sociale. Abbiamo portato bene a diversi artisti che dopo essersi esibiti al Meeting del mare hanno raggiunto il grande pubblico. In questi anni abbiamo dato spazio a più di 500 artisti emergenti provenienti da tutta Italia.

Come la racconterebbe oggi questa lunga esperienza a capo di un festival diventato qualcosa in più di un momento una tantum, ma un appuntamento fisso per molti, ormai, una certezza per il panorama culturale della Campania?

L'esperienza del festival per me ormai è una esigenza esistenziale, una missione civile e culturale. La società, le nuove generazioni senza un consistente e continuo apporto di arte, esperienze di bellezza ed emotività si imbarbariscono. Un festival poi diventa urgente per un territorio periferico come il nostro e per i suoi abitanti.

Che musica ha in questo momento nelle sue cuffie?

Cosa ascolto ora? Mozart. Un tema musicale per una coreografia del meeting, con la quale racconteremo che "fummo umani ed era bellissimo!".