Bottiglie rotte, lattine di birra, piatti sporchi, bicchieri di plastica con i resti di cocktail consumati a metà, cicche di sigarette. Sono ridotti a una discarica i giardinetti Nino Taranto in via Aniello Falcone. La balaustra che affaccia sulla strada sottostante è ricolma di rifiuti di ogni genere, con i resti della movida mai rimossi. Le aiuole sono invase dall'erbaccia cresciuta a livelli eccezionali a causa dell'incuria. Poco distante, 7 anni fa, in quella strada perse la vita Cristina Alongi, colpita da un albero caduto sulla sua automobile: era il 10 giugno 2013. Ieri mattina, i volontari di Gazebo Verde hanno fatto un sopralluogo nei giardinetti per fotografare lo stato di degrado in cui versano. “La movida dei baretti è stata sospesa all'inizio della pandemia del Coronavirus – racconta Maria Teresa Ercolanese, presidente del comitato Gazebo Verde – ma a distanza di più di due mesi la situazione è ancora quella: rifiuti e sporcizia dappertutto. Nessuno ha raccolto le lattine e le bottiglie accatastate a ridosso della balaustra. C'è un tanfo terribile e i giardinetti Nino Taranto sono inavvicinabili da chiunque. Figuriamoci le mamme con i bimbi che vorrebbero fare una passeggiata. Quell'area andrebbe interdetta alle famiglie”.

Il comitato: “Subito l'intervento di Asìa”

“C'è urgente necessità di un intervento di Asìa, la società di igiene urbana del Comune. La discarica a cielo aperto si trova a ridosso della balaustra che dà su un terrapieno dove sono parcheggiate anche delle auto. Se la rete dovesse cedere si potrebbe fare male qualcuno. Da constatare la gravissima indecenza in cui versano le aiuole, le piante e soprattutto le balaustre panoramiche stracolme di rifiuti di ogni genere, tanto da sembrare una vera discarica a cielo aperto”. Da qui la denuncia di Gazebo Verde che chiede al Comune e all’Asìa un pronto intervento per dare dignità e decoro al giardino di Nino Taranto. A sostegno dell'attività del comitato anche il consigliere comunale Pd, Diego Venanzoni: "L'amministrazione si attivi subito per restituire decoro a quella zona. Le famiglie devono poter tornare a vivere i giardinetti Nino Taranto e poterci passeggiare con i propri figli. Va riconsegnato al quartiere un piccolo polmone verde, libero da rifiuti. Per la cura del verde urbano ormai siamo quasi rassegnati. Non ci resta che farsi autorizzare e chiedere l'intervento di privati. D'ora in avanti mi sembra l'unica strada percorribile per dare un minimo di decoro al verde della città".