L’ex sindaco di Agropoli Franco Alfieri.
in foto: L’ex sindaco di Agropoli Franco Alfieri.

Una bufera giudiziaria sta per abbattersi sul Comune di Agropoli, località del Cilento, nella provincia di Salerno: la Direzione investigativa antimafia salernitana ha aperto una inchiesta per voto di scambio nel comune cilentano. Risultano indagati l'attuale sindaco di Agropoli Adamo Coppola e l'ex primo cittadino Franco Alfieri, ora candidato sindaco a Capaccio Paestum alle prossime elezioni del 26 maggio. La Dia di Salerno, guidata dal comandante Giulio Pini, ha disposto perquisizioni negli uffici del Comune di Agropoli e nella sede dello studio legale di Alfieri, nonché nel suo appartamento a Torchiara. Ecco cosa ha scritto Franco Alfieri, sulla sua pagina Facebook, in seguito alle perquisizioni:

Stamattina il mio studio legale ad Agropoli e la mia abitazione a Torchiara sono stati oggetto di una perquisizione da parte della DIA di Salerno . Mi dispiace che queste attività investigative abbiano luogo nel pieno della campagna elettorale. Nell’esprimere, come sempre, la mia piena fiducia nel lavoro della Magistratura, vado avanti a testa alta perché la forza di un uomo è anche quella di reagire alle difficoltà e mettere ancora più energia e determinazione nel lavoro quotidiano

L'ipotesi è scambio elettorale politico-mafioso

L'inchiesta che coinvolge Coppola e Alfieri sarebbe partita da indagini su posti di lavoro richiesti all'ex sindaco di Agropoli da parte del clan Marotta, attivo nella Piana del Sele, per ottenere la semilibertà. Nel 2018, l'attuale sindaco Adamo Coppola avrebbe ricevuto anche minacce e pressioni in merito alle richieste del clan. L'indagine aperta è per presunto scambio elettorale politico-mafioso, relativo alle elezioni amministrative ad Agropoli nel 2017.

I 5 Stelle chiedono il ritiro della candidatura di Alfieri a sindaco di Capaccio

Appena emersa la notizia dell'inchiesta che ha coinvolto Franco Alfieri, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano e la deputata pentastellata Anna Bilotti hanno chiesto che l'ex primo cittadino di Agropoli ritiri la sua candidatura a sindaco di Capaccio-Paestum. "Di fronte a un'accusa di questo tenore ci chiediamo cosa aspetti il Pd, che oggi ha tra i suoi massimi esponenti al Sud il capolista alle europee ed ex numero uno dell'Antimafia Roberti, a chiedere ad Alfieri di ritirare ad horas la sua candidatura" hanno detto i due del Movimento.

Franco Alfieri e il caso delle fritture di pesce

Qualche anno fa Franco Alfieri, fedelissimo del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, balzò agli onori delle cronache nazionali per quello che è stato definito il caso delle fritture di pesce. De Luca, il 15 novembre del 2016, ad un mese dal Referendum costituzionale del 4 dicembre, riunì 300 amministratori a lui vicini all'Hotel Ramada di Napoli nel tentativo di far trionfare il Sì. De Luca, in un audio venuto fuori da quel colloquio, si rivolse ad Alfieri, allora ancora in carica come sindaco di Agropoli, dicendogli che avrebbe dovuto portare a votare per il Sì metà della cittadinanza del comune cilentano: "Franco, vedi tu come Madonna devi fare, offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come cazzo vuoi tu, ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso" disse il governatore campano rivolto al primo cittadino agropolese.