Gli operai della Whirlpool sono di nuovo scesi in piazza per manifestare contro la chiusura dello stabilimento di via Argine, paventata già da diversi mesi e al centro di una trattativa e un tira e molla con la multinazionale che ha coinvolto anche il Governo. Stamattina i dipendenti, che temono di ritrovarsi senza un lavoro dopo le rassicurazioni parziali delle scorse settimane, per alcuni minuti hanno bloccato l'autostrada A3 all'altezza dello svincolo di San Giovanni a Teduccio, nella periferia Est di Napoli. La manifestazione è stata decisa dopo l'assemblea che era stata convocata ieri e che si è svolta in fabbrica, al termine gli operai sono tornati nello stabilimento.

In corteo, i lavoratori hanno percorso via Argine in direzione dell'autostrada. Col passare del tempo, il momento diventa sempre più delicato: la cassa integrazione sta per scadere e dagli Usa non sono arrivate novità positive. Secondo fonti sindacali, la Whirlpool avrebbe comunicato all'Autorità di Borsa Usa nell'ottobre scorso la volontà di dismettere il sito di Napoli entro marzo 2020.

La protesta di stamattina, 16 gennaio, ha paralizzato il traffico in direzione di Napoli: gli operai hanno occupato la rampa di accesso a San Giovanni – Barra – Gianturco e hanno posizionato uno striscione che blocca il traffico sulla rampa di accesso alla A3. Ci sono stati momenti di tensione con la Polizia, in assetto antisommossa, ma senza arrivare allo scontro; sul posto, per tenere sotto controllo la situazione, anche le pattuglie dei Carabinieri. Il blocco è stato rimosso pochi minuti dopo e i dipendenti hanno fatto ritorno nella fabbrica di via Argine.

Il prossimo 29 gennaio, presso la sede del ministero dello Sviluppo economico, ci sarà un incontro sulla vertenza Whirlpool; sono stati convocati la Regione Campania, la direzione aziendale della multinazionale e le segreterie nazionali e territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Ugl Metalmeccanici, Cgil, Cisl, Uil e Ugl.