Immagine di repertorio
in foto: Immagine di repertorio

Inquietante quanto sorprendete scoperta quella effettuata dai carabinieri a Caserta, dove sono stati posti sotto sequestro 12 pozzi domestici, la cui acqua era contaminata da metalli pesanti, in particolar modo arsenico, noto per la sua elevata tossicità per l'essere umano. Il sequestro è scattata in seguito ad una operazione ambientale della Procura di Santa Maria Capua Vetere: per adesso, fortunatamente, non si hanno notizie di persone intossicate dalla sostanza. Il sequestro è stato disposto in maniera preventiva per consentire ai militari dell'Arma e ai magistrati una indagine più articolata: da stabilire, infatti, come l'Arsenico, chimicamente classificabile come ‘Semimetallo', altamente tossico e cancerogeno, sia finito nell'acqua utilizzata nei pozzi domestici, ovvero quelli utilizzati nelle case. Indagini più approfondite sono state disposte anche per accertare se i metalli pesanti abbiano contaminato, oltre l'acqua, anche il suolo.

Elemento chimico utilizzato spesso in passato in erbicidi e insetticidi, l'arsenico è pericoloso per la salute. Cancerogeno, la prolungata esposizione all'arsenico può provocare una riduzione delle difese antiossidanti dell'organismo e attaccare direttamente i filamenti di Dna, causando lesioni di vario genere.

Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa rivolge, in una nota, i propri "complimenti vivissimi ai Carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Caserta e del Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale di Caserta e alla Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere per l'importante operazione che ha portato al sequestro di dodici pozzi utilizzati per uso domestico e irrigazione su cui e' stata riscontrata una severa contaminazione da metalli pesanti come l'arsenico". L'arsenico, spiega il ministero, e' una sostanza nota per la sua elevata tossicita': in un pozzo i valori hanno superato di 850 volte quelli di tollerabilità previsti.
"Come è emerso dalle indagini – prosegue il ministro – la disastrosa situazione riscontrata nel casertano, sebbene non consenta di attribuire precise responsabilità in capo a singoli soggetti, evidenzia come fosse nota dal 2010 ai livelli locali di governo del territorio. Quel territorio è stato poi trasformato in area urbana". "L'operazione – conclude Costa -, coordinata magistralmente dalla Procura e condotta con sapienza in fase investigativa e operativa dai diversi comparti dell'Arma specializzati in materia ambientale, conferma come l'attenzione per la tutela dell'ambiente e della salute pubblica sia e debba essere una priorità reale".

“Siamo davanti ad un vero e proprio disastro ambientale di enormi proporzioni. Un altro duro colpo ad un territorio già martoriato e che da anni attende una seria bonifica non più rinviabile. Auspichiamo che la magistratura e le forze dell'ordine, a cui va il nostro plauso, accertino quanto prima le responsabilità di un vero crimine ambientale che si perpetuava da decenni sotto gli occhi di tutti con gravi danni per l'ambiente, l'economia e per la salute dei cittadini.” In un nota Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania commenta sequestro dei dodici pozzi contaminati nel Casertano.