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Covid 19
26 Marzo 2020
10:17

A Napoli nasce il numero verde dell’Asl per gestire l’ansia da Coronavirus

L’Asl Napoli 1 Centro ha attivato il numero telefonico per il sostegno psicologico dell’Uoc Psicologia Clinica. Avrà tre sportelli attivi a rotazione dal lunedì al venerdì, sia la mattina che il pomeriggio. L’obiettivo è offrire supporto ai “cittadini che avvertono un particolare stato d’ansia a causa della situazione d’emergenza da Coronavirus”.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Un numero verde per gestire l'ansia da Coronavirus. Nasce il supporto telefonico psicologico dell'Asl Napoli 1 Centro. Tre sportelli dell'Uoc Psicologia Clinica, attivi dal lunedì al venerdì, mattina e pomeriggio, dove degli esperti offriranno ascolto e supporto psicologico sia alle persone che sono costrette a restare a casa in questi giorni per l'isolamento o perché in autoquarantena domiciliare per l'infenzione da Covid-19 e per coloro che invece stanno ancora lavorando all'esterno e che sono preoccupati dai rischi di contagio e per questo vivono un forte disagio psicologico.

Un numero di telefono per dare supporto a chi soffre d'ansia

Il numero per il supporto psicologico per l'emergenza Coronavirus, spiega l'Asl Napoli 1 Centro, è dedicato ai “cittadini che avvertono un particolare stato d'ansia a causa della situazione d'emergenza da Coronavirus”. Gli utenti che necessitano del servizio possono rivolgersi agli operatori dell'Uoc Psicologia Clinica, attiva con 3 sportelli dell'Uo Psicologia e dell'At Psicologia, che a rotazione, garantiranno il supporto psicologico dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 12,30 e dalle 14 alle 17. In questi giorni di isolamento forzato a casa, infatti, molti soffrono la difficoltà di non poter scendere in strada neanche per fare una passeggiata. I decreti del Governo, infatti, hanno ridotto la possibilità di spostarsi solo ai casi di estrema necessità, per andare a fare la spesa, a lavoro, dal medico o in ospedale. Vivere però 24 ore chiusi in casa senza poter vedere altre persone non è semplice. Così come può provare emotivamente dover tenere le distanze in strada dalle altre persone, vedere tutti indossare le mascherine. Cambiamenti bruschi anche nelle abitudini quotidiane che hanno fatto irruzione in maniera dirompente nella vita di tutte le persone. Dall'altra parte, ci sono le difficoltà emotive anche da parte di chi continua ancora ad andare a lavoro, dove non è stato attivato il lavoro agile, perché impegnato in servizi giudicati essenziali e indifferibili.

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