Sergio D’Angelo e Luigi De Magistris
in foto: Sergio D’Angelo e Luigi De Magistris

Scoppia la crisi in Abc, l'acquedotto di Napoli. Il Comune "boccia" i bilanci 2014, 2015 e 2016: “Emergono criticità tecniche e contabili che ne impediscono la necessaria istruttoria per l'approvazione”, scrivono i servizi finanziari di Palazzo San Giacomo a fine luglio. E per l'azienda speciale dell'acqua pubblica si apre il baratro della crisi. Revocati tutti gli affidamenti bancari. Bloccate tutte le fidejussioni per la stipula dei contratti delle utenze, come quello per l’elettricità. A rischio assunzioni, servizi e premialità. Situazione critica. Il commissario straordinario Sergio D’Angelo scrive al sindaco Luigi de Magistris: “Dal Comune nessun versamento a fronte di servizi già resi dall'Azienda. Il perseverare dell’Ente Controllante nel non approvare i bilanci aggraverà la situazione di difficoltà dell’Azienda”.

In ballo 60 milioni di euro di partite di dare-avere – incertezze sulle entrate; prestazioni rese, ma mai contrattualizzate; gestione delle fontanine pubbliche; morosità per le utenze di alcune scuole pubbliche – tra il Comune di Napoli e l'Abc, l'azienda speciale dell'acqua pubblica di proprietà di Palazzo San Giacomo. In quanto “azienda speciale”, più che una società partecipata, l'Abc è considerata come un ramo del Municipio, che ne deve anche approvare i bilanci. In sospeso ci sono appunto tre annualità: 2014-2016. Sulla vicenda nell'estate 2017 si dimise l’intero Cda dell’Abc, allora presieduto dall’avvocato Marina Paparo. Mentre la questione era finita anche all'attenzione della Corte dei Conti della Campania. Nel calderone c'era anche il destino di 16 milioni di utili del 2014, che il Comune aveva richiesto all’Abc e aveva già inserito nel proprio bilancio tra le entrate, ma che non erano stati all'epoca corrisposti dall’azienda.

La transazione tra Comune e Abc si doveva chiudere in 3 mesi, invece sono passati 2 anni

La partita si doveva chiudere con una mega-transazione tra i due enti. Un “accordo tombale”, l'aveva definito a settembre 2017 Sergio D'Angelo, commissario fresco di nomina – il 28 agosto prossimo festeggerà il secondo anno di mandato – che doveva arrivare da un tavolo congiunto “entro tre mesi”. Sono passati, invece, due anni, e il tavolo è ancora aperto. L'unica cosa sulla quale si è raggiunto l'accordo, scrive D'Angelo, è il passaggio degli impianti di sollevamento di San Giovanni e Coroglio dal Comune all'Abc. L'Azienda ora chiede di chiudere il tavolo entro settembre prossimo.

I rendiconti 2014-2016 sono stati poi approvati dall'Abc (quello 2014 inviato al Comune il 12 novembre 2015, quelli 2015 e 2016 il 21 giugno 2018), ma il Municipio ancora oggi non vuole riconoscerli. Cosa che tiene bloccati anche i bilanci successivi 2017-2018. Non c'è un accordo e l'Abc rischia di finire gambe all'aria. Il tutto, mentre nel 2018 l'azienda annunciava 50 assunzioni, l'acqua gratis per i morosi poveri e la stabilizzazione dei 92 lavoratori della partecipata satellite Net Service, tutte iniziative commendevoli, prese però con i conti in bilico.

La lettera di D'Angelo al Comune

Lo scrive senza mezzi termini il commissario Abc Sergio D'Angelo in una lettera ai Servizi Finanziari del Comune del 3 luglio scorso, nella quale “sollecita l’approvazione da parte del Comune dei bilanci aziendali 2014, 2015 e 2016 nella vostra disponibilità oramai da lungo tempo. La mancata approvazione dei bilanci ha comportato la revoca di tutti gli affidamenti bancari e l’impossibilità di ottenere fidejussioni per la stipula di contratti di approvvigionamento, come ad esempio quello relativo alla fornitura di energia elettrica”.

“Palazzo San Giacomo non ha ancora saldato servizi già resi”

E, ancora, “l’assenza di versamenti da parte del Comune a fronte delle prestazioni da noi rese – scrive D'Angelo – ha portato l’azienda di una precaria ed in edita tensione finanziaria, che non è compatibile con i programmi di sviluppo tecnologico e territoriali previsti. Inoltre, la mancata approvazione dei bilanci 2014, 2015 e 2016 unitamente alla mancata conclusione del tavolo di lavoro per la conciliazione di reciproci rapporti pregressi e futuri, comporta serie difficoltà e incertezze nella redazione del bilancio dell’esercizio 2017, propedeutico alla definizione di quello 2018. Questi ritardi generano ovviamente un’incertezza nella determinazione delle imposte ed espongono quindi l’azienda a rischi di subire sanzioni e interessi, anche rilevanti”.

La doccia gelata a fine luglio: il Comune non approva i bilanci

Ma la risposta del Municipio è negativa. Il 24 luglio il Servizio Partecipate gela l'Abc. I tre bilanci non possono essere approvati dal Comune, perché “presentano numerose criticità sul piano tecnico contabile” che ne impediscono la necessaria istruttoria per l'approvazione. Ma D'Angelo non ci sta e il 30 luglio scrive al sindaco de Magistris una lettera cofirmata dal direttore Abc Alfredo Pennarola. La mancata approvazione “ci sorprende – scrive il commissario – Dal Comune non ci sono pervenute osservazioni o richieste di modifica. I bilanci sono coerenti con i precedenti del 2012 e 2013 approvati dal Consiglio Comunale nel 2014. Il Comune si è impegnato anche alla regolarizzazione contrattuale delle attività rese dall'Azienda e come da dichiarazione dell'allora Assessore Palma a riconoscere i crediti iscritti in quei bilanci. Allo stato attuale, tutto ciò non è avvenuto e perdura la mancanza di formalizzazione contrattuale per tutte le prestazioni di servizio che l’azienda rende al Comune”. In bilico anche i crediti vantati da Abc come “aggio di riscossione” dalla Regione Campania (pari al 4%) e dal Comune (15%), oggetto il primo di un ricorso amministrativo, vinto in primo grado da Abc, il secondo di accordi col Municipio.