Ha un nome l'uomo che ha sparato nel cortile del Pellegrini. Le forze dell'ordine lo hanno identificato, il fermo potrebbe scattare a breve; si tratterebbe di un giovane già coinvolto in una sparatoria qualche mese fa. Intanto, per le indagini potrebbe essersi trattato di un episodio slegato dalla gambizzazzione del 22enne, che solo casualmente si è verificata pochi minuti prima. È una delle piste seguite dagli investigatori per fare luce sulla sparatoria avvenuta intorno alle 2.30 di venerdì 17 maggio, quando un uomo ha aperto il fuoco contro alcune persone che erano sulle scale; poco prima era stato portato in ospedale V. R., 22 anni, trovato sanguinante in via Sergente Maggiore, a ridosso di via Toledo, con una ferita da arma da fuoco alle gambe. Il ragazzo, dell'Arenella, è ritenuto vicino ad ambienti criminali del quartiere collinare ma sarebbe legato anche al gruppo Saltalamacchia dei Quartieri Spagnoli. Non si sarebbe trattato dello stesso killer tornato per "finire il lavoro", ma di due persone diverse e con obiettivi differenti. Forse proprio uno dei due minorenni che è rimasto ferito lievemente nella sparatoria e che si è dileguato quando il medico ha detto di avvisare i genitori.

Sullo sfondo, la faida in corso da mesi tra il gruppo di Eduardo Saltalamacchia, in carcere da febbraio per estorsione, e Antonio Esposito, detto ‘o pallino, di recente scarcerato e ritenuto invece legato al clan Mariano, i "picuozzi". In questo contesto si colloca anche una voce che, il 5 maggio scorso, era rimbalzata velocemente tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli: qualcuno aveva sparato contro un capozona. Quella sera, però, nessuno era arrivato in ospedale e anche i sopralluoghi delle forze dell'ordine non avevano dato riscontro. Potrebbe essersi trattato di una falsa segnalazione, ma anche di una intimidazione o di un agguato fallito.