Ancora un agguato in pieno giorno a Napoli: poco fa, in piazza Nazionale, quartiere Vasto, non molto lontano dalla Stazione Centrale, tre persone sono state ferite a colpi di pistola in quello che è stato, quasi sicuramente – non c'è ancora la conferma ufficiale – un agguato di stampo camorristico. Tra i feriti ci sono una bimba piccola e sua nonna, che si sono ritrovate addosso i proiettili mentre stavano passeggiando tranquillamente per strada. Sono tante le persone che, in città, non riescono a guardare oltre il proprio naso e puntano il dito contro gli esempi negativi, uno tra tutti Gomorra, che dipingerebbe un quadro stereotipato e non veritiero della città. E invece, purtroppo, la realtà è molto peggio della finzione: persone che sparano all'impazzata in pieno giorno, noncuranti di poter colpire, come succede ed è successo troppo spesso, qualche innocente.

Non bisogna andare troppo indietro nel tempo, purtroppo. È il 9 aprile, nemmeno un mese fa: a San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia Est di Napoli, un commando spara all'esterno di una scuola elementare, mentre i bambini si apprestano a cominciare la loro giornata di lezioni. Non solo: Luigi Mignano, 57 anni, viene freddato proprio davanti agli occhi del nipotino, che sta accompagnando a scuola. Il padre del bimbo e figlio della vittima, 32 anni, viene invece ferito alle gambe.

Ci spostiamo di nuovo al centro di Napoli, ancora una volta nella zona della Stazione Centrale. È il gennaio del 2017, siamo alla Duchesca. Un commando spara in pieno giorno tra i vicoli del mercato, colpisce tre senegalesi che non avrebbero pagato il pizzo. In quel momento, però, sulla traiettoria dei proiettili c'è anche una bimba di 10 anni, che per fortuna viene colpita soltanto di striscio a un piede. Non molto distante da lì, poi, 15 anni fa, a Forcella, il 27 marzo del 2004 viene colpita a morte Annalisa Durante, 14 anni, diventata un simbolo, martire a caro prezzo, delle vittime innocenti di camorra.