Indagine interna dell'Anm sui beneficiari della legge 104 del 1992, quella che prevede i permessi retribuiti e altre agevolazioni per assistere i familiari affetti da disabilità o bisognosi. L'azienda dei trasporti si è affidata agli investigatori privati per scovare eventuali furbetti. Indagini a campione su una quarantina di dipendenti beneficiari della norma. E nelle ultime ore sono scattate le contestazioni. Almeno 6 i dipendenti destinatari della lettera di chiarimento degli uffici disciplinari, perché al momento dei controlli effettuati dagli “007”, non sarebbero risultati a casa del proprio familiare per prestare la dovuta assistenza. Adesso, avranno 5 giorni di tempo per poter presentare le proprie controdeduzioni e chiarire tutto. La posta in gioco è molto alta, perché si rischiano sanzioni pesanti che possono andare dalla sospensione del servizio fino al licenziamento.

Un terreno molto delicato quello della legge 104, che garantisce un diritto sacrosanto del lavoratore, quello di assistere un proprio familiare in difficoltà, perché la norma può avere un'interpretazione estesa e non è detto che il lavoratore non possa utilizzare il permesso per poter magari effettuare altre attività collegate all'assistenza. Il dipendente insomma non è costretto a badare H24 al familiare disabile, ma deve comunque essere impegnato in un'attività riferibile al caregiving. Certo non può andarsene al mare. La legge prevede, comunque, una serie di controlli per scongiurare eventuali abusi, sia da parte del datore di lavoro, che può utilizzare appunto le agenzie di investigazione privata, sia da parte dell'Inps.

E negli ultimi anni non sono mancati esempi di possibili abusi. Come nel caso dell'Eav. La società dei trasporti partecipata della Regione Campania nel 2017 aveva scoperto, tramite dei detective, che alcuni dipendenti che si erano avvalsi della 104 non si erano poi recati dal proprio familiare. Per 3 lavoratori era scattata la sospensione, e per uno di essi il licenziamento. Il dipendente però ha fatto ricorso e lo scorso marzo è stato reintegrato dalla Corte d'Appello, anche se l'azienda ha annunciato che ricorrerà in Cassazione.

Negli ultimi anni le maglie per stanare eventuali abusi dell'uso della 104 si sono fatte sempre più strette e i controlli più stringenti. Un campanello d'allarme, ad esempio, può essere la richiesta del permesso per la 104 in particolari periodi, come la domenica o a ridosso di ponti e feste, come a Capodanno o a Natale.

L'indagine interna in Anm sui beneficiari della legge 104 segue quella già avviata sulle assenze per malattia dei capiservizio sulle funicolari cittadine, che l'anno scorso portarono al blocco degli impianti per diversi giorni. Il fenomeno in quell'occasione andava a coincidere con una battaglia sindacale per l'avanzamento dell'inquadramento dei parametri contrattuali. Il caso è finito poi al centro di un esposto dell'Anm alla Procura della Repubblica.