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Aversa, presa la banda del clamoroso furto in banca: traditi da un errore

Otto persone sono state arrestate con l’accusa di fare parte della banda che si sarebbe resa responsabile di tre furti ai danni di altrettante filiali di banca tra Acerra, Aversa e Afragola, in provincia di Napoli. Per i colpi erano state bloccate le strade con dei mezzi di traverso ed erano stati usati degli autocarri con braccio idraulico.
A cura di Nico Falco
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Strada bloccata da autobus ad Afragola (Foto di Sei di Afragola se...)
Strada bloccata da autobus ad Afragola (Foto di Sei di Afragola se…)

Otto persone sono state arrestate con l'accusa di fare parte della banda che, lo scorso novembre, aveva assaltato la filiale Unicredit di Aversa (Napoli), bloccando le strade di accesso al quartiere per garantirsi la fuga. Si tratta di pregiudicati già noti alle forze dell'ordine per reati simili, degli "specialisti" del settore che, però, hanno commesso un errore: una delle automobili usate per scortare i camion utilizzati per il colpo era intestata a uno dei componenti del gruppo. Gli otto sono stati rintracciati con le indagini delle Squadre Mobili di Caserta e Napoli e dei carabinieri di Castello di Cisterna; destinatari di un decreto di fermo emesso il 28 gennaio scorso, sono accusati di rapina e furto aggravati e di ricettazione e riciclaggio.

Le indagini erano partite dopo un tentativo di furto aggravato avvenuto il 22 ottobre scorso ai danni di una filiale dell'Unicredit di Afragola: un gruppo di criminali, col volto coperto, aveva bloccato le strade con un autobus e un'automobile e, usando un autocarro con braccio gru idraulico, aveva tentato di scardinare l'atm. Il macchinario si era però rotto e i ladri erano scappati a mani vuote, poco prima che arrivassero le forze dell'ordine, avvisate da una guardia giurata.

Con intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre alle immagini della videosorveglianza, gli investigatori hanno rintracciato le persone che si erano rese responsabili di quell'assalto e hanno trovato collegamenti col furto messo a segno all'Unicredit di Aversa il 22 novembre, dove 6 degli 8 indagati hanno tranciato le linee telefoniche, bloccato le strade di accesso alla banca e, usando una gru, hanno sfondato la vetrata blindata e hanno rubato le cassette di sicurezza con denaro e preziosi per un valore di alcuni milioni di euro.

Terzo colpo riconducibile alla banca, quello avvenuto ad Acerra il 19 settembre scorso, con la stessa tecnica: dalla filiale della Banca di Credito Popolare fu rubato lo sportello bancomat contenente circa 30mila euro. Durante le indagini sono stati sequestrati diversi mezzi pesanti che erano stati usati per i furti, tra cui un autocarro dotato di gru, in un deposito di Pomigliano d'Arco (Napoli); nelle abitazioni degli indagati, invece, sono stati trovati gioielli, orologi, contanti, passamontagna, radiotrasmittenti e disturbatori di segnali.

Gli indagati, che hanno tra i 39 e i 55 anni, sono originari del Napoletano, abitano tra Pomigliano d'Arco, Casalnuovo, Afragola e Caivano. Hanno usato, ha sottolineato il procuratore di Napoli Nord, Francesco Greco, una metodologia paramilitare nel centro cittadino, provocando un forte allarme sociale. A tradire la banda è stata una targa: i rilevatori installati in alcuni punti di Aversa avevano intercettato il passaggio di uno dei camion usati per i colpi e subito dopo l'auto di scorta, che era intestata a uno dei componenti del gruppo, lo stesso che solo il giorno prima aveva denunciato il furto dell'automezzo.

Secondo la Procura la banda comprenderebbe diverse altre persone, che si scambierebbero i ruoli per i vari colpi, e potrebbe contare su una rete di ricettatori ben collaudata: il bottino del furto delle cassette di sicurezza non è stato ancora ritrovato. A disposizione del gruppo, anche una "fabbrica" di targhe false di Casoria.

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