Nel corso della notte tra sabato 19 e domenica 20 ottobre è tornato a bruciare lo Stir di Casalduni, impianto di trattamento rifiuti ubicato nel Sannio. In uno dei capannoni dell'impianto in provincia di Benevento, lo stesso che fu interessato da un rogo nello scorso mese di agosto e da altri due negli anni precedenti sono divampate le fiamme. Sono intervenuti i carabinieri ed i vigili del fuoco che nel giro di qualche ora hanno domato le fiamme. Sull'accaduto indagano i militari per accertare le cause dell'incendio.  Nell'impianto gestito dalla Samte e destinato alla lavorazione della parte indifferenziata di rifiuti prodotti nel Sannio, sono stoccate le ecoballe portate durante l'emergenza campana del 2008 da un lato e dall'altro, su di un altro spiazzale, quelle portate recentemente per far fronte allo stop temporaneo del termovalorizzatore di Acerra, fermo per manutenzione (e in procinto di ripartire).

Antonio Di Maria, presidente della Provincia di Benevento, spiega: "Sono stato contattato telefonicamente poco dopo l'una del mattino ed informato delle fiamme che hanno avvolto una notevole quantità di rifiuti tritovagliati all'interno di un capannone dello Stir. All'una e trenta ero sul posto e, purtroppo, mi sono trovato al cospetto di una scena sconfortante: le fiamme gettavano una luce sinistra su tutte le attività poste in essere e su quelle programmate per la ripresa produttiva dell'impianto". Di Maria conferma che il fuoco ha interessato la stessa struttura già colpita pochi mesi or sono. "Registro con amarezza il fatto che quando si tenta di dare corso al programma di riavvio delle attività dell'impianto dopo il disastro dell'agosto 2018 si verifica sempre qualcosa di grave che lo impedisce o almeno lo ritarda. D'altra parte, le cronache di tutto il Paese sono piene di eventi analoghi e, peraltro, solo pochi giorni fa altre fiamme hanno interessato un impianto Stir del Casertano: è un problema dunque che riguarda tutto il popolo italiano e non solo quello sannita".