Un vasto incendio si è sviluppato alle prime luci di questa mattina all'interno dello Stir – l'impianto di trattamento e compostaggio dei rifiuti – di Santa Maria Capua Vetere, nella provincia di Caserta. I vigili del fuoco sono giunti tempestivamente sul posto e stanno cercando di domare le fiamme, dalle quali si è sprigionata una densa e nera nuvola di fumo – presumibilmente anche tossica, vista la natura dei materiali che stanno bruciando – che si è stagliata sulla città. Le cause che hanno innescato l'incendio non sono ancora state rese note, anche se non si esclude possa trattarsi di un rogo doloso. Come spesso accade in questi casi, i residenti nelle zone vicine all'incendio si sono chiusi in casa per evitare che l'odore acre del fumo penetri all'interno. Saranno poi i rilievi dei vigili del fuoco e dell'Arpac a stabilire la tossicità o meno del rogo.

Un altro rogo si verificò allo Stir di Santa Maria Capua Vetere anche nel novembre del 2018, come ricorda il sindaco Antonio Mirra. "È necessario fare tutte le verifiche perché due casi simili in un anno fanno riflettere. Peraltro nel capannone dove è divampato l'incendio mancano anche le telecamere" ha detto il primo cittadino.

Non è la prima volta, purtroppo, che gli impianti di compostaggio dei rifiuti vengono interessati da un incendio, che il più delle volte si rivela doloso. Oltre all'incendio già citato proprio nel Casertano, lo scorso Ferragosto, ad esempio, un incendio si è sviluppato nello Stir di Casalduni, nella provincia di Benevento. L'impianto di tritovagliatura e imballaggio dei rifiuti del Sannio era chiuso da un anno, cioè da quando proprio un vasto incendio danneggiò pesantemente gli impianti.