Dal blitz anticamorra dei carabinieri denominato Cartagena una sola carta è abilmente sfilata dal mazzo e sfuggita alle manette: si tratta di un nome di alto rilievo per gli inquirenti, poiché è Maria Licciardi alias ‘a piccerella. Licciardi, classe 1951, è a a sorella di Gennaro Licciardi detto ’a Scigna, capo storico del clan omonimo, morto in carcere a trentotto anni di setticemia in carcere, fondatore alla fine degli anni Ottanta dell'Alleanza di Secondigliano insieme al boss Edoardo Contini, alias ‘o Romano e a Francesco Mallardo, soprannominato Ciccio ‘e Carlantonio. La boss Licciardi è un «elemento apicale», come si dice in ambiente investigativo; dalla morte del fratello Gennaro  ‘a piccerella è diventata il capo di uno dei clan più potenti di Napoli. Probabilmente è ispirato anche a lei il personaggio di Annalisa Magliocca, Scianel della serie tv Gomorra.

«L'unico elemento di vertice sfuggito all'arresto è Maria Licciardi, che è attivamente ricercata» conferma il procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, nel corso di una conferenza stampa sul maxi blitz interforze.  Le misure cautelari riguardano 126 persone, per 86 sono stati emessi arresti in carcere, per i restanti altro tipo di misure cautelari. Ammonta invece ad oltre 130 milioni di euro il sequestro del patrimonio di beni mobili e immobili riconducibile ai clan dell'alleanza di Secondigliano, su tutto il territorio nazionale. I sigilli sono stati messi dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli.