C'erano 4 bombe della Seconda Guerra Mondiale, ordigni bellici giudicati "con ancora un elevato potere esplosivo" all'interno dello specchio d'acqua di competenza del Porto di Napoli ed esattamente nell'area antistante le banchine n. 5, 6 e 7. Sono stati ritrovati praticamente per caso: in quelle aree, infatti, dovranno ormeggiare le navi da crociera che ospiteranno circa 4mila atleti in occasione delle Universiadi 2019.   Ad un più attento esame è stato stabilito che si trattava di una bomba d’aereo inglese (con oltre 200 kg di esplosivo all’interno) e 3 proiettili di artiglieria di grosso calibro.

Gli ordigni sono stati trovati dagli agenti della Polizia di Stato della Squadra Sommozzatori che hanno eseguito la bonifica subacquea di alcune banchine del Porto di Napoli. Alle operazioni hanno partecipato anche gli uomini della Marina Militare.  Degli ordigni rivenuti, tre sono stati rinvenuti nei pressi della banchina 5 e uno tra la banchina 6 e 7. Si erano oramai confusi nel fondale marino con forme e colori simili ai detriti sparsi. Gli ordigni sono stati fatti detonare seduta stante. Dell'imminenza del brillamento è stato avvertito l'Osservatorio Vesuviano che ha puntualmente registrato l'onda d'urto provocata dalla deflagrazione avvenuta alle ore 7.15. Al termine delle operazioni il comandante del Nucleo Sdai di Napoli, tenente di vascello Daniele Bazzali, ha dichiarato: "Su richiesta della Prefettura siamo intervenuti d'urgenza al molo Angioino per la delicatezza della situazione che vedeva oltre 200 chili di esplosivo, perfettamente conservato in una bomba d'aereo inglese della Seconda Guerra Mondiale, che giaceva silente dove ormeggiano quotidianamente le navi da crociera nel porto di Napoli". "Grazie al nostro addestramento e la nostra esperienza, in poche ore – dice Bazzali – abbiamo ripristinato le condizioni di sicurezza dello scalo partenopeo ed alle 6,45 è stata riaperta quella zona del porto al traffico marittimo".

I bombardamenti di Napoli

Durante la Seconda Guerra Mondiale Napoli tra le città italiane che subirono il numero maggiore di bombardamenti: si stimarono circa 200 raid aerei (tra ricognizioni e bombardamenti) dal 1940 al 1944, principalmente da parte delle Forze Alleate contro i nazifascisti. Gli storici stimano  ben 181 raid soltanto nel 1943 e con un numero di morti stimato tra le 20.000 e le 25.000 persone, in gran parte tra la popolazione civile. La storica Lucia Monda a tal proposito scrive:

Napoli è stata una delle città italiane più provate dalla guerra perché nel 1940 era il porto principale verso la quarta sponda e il capolinea delle rotte marittime verso la Libia. Nelle zone limitrofe la nostra città, erano presenti come le officine Avio dell’Alfa Romeo di Pomigliano, il siluruficio di Baia, i Cantieri Navali di Castellammare di Stabia e quelli della Società Bacini e Scali Napoletani di Napoli, lo spolettificio di Torre Annunziata, molte importanti industrie di interesse strategico come l’ILVA di Bagnoli che la resero bersaglio preferenziale delle incursioni aree Alleate costituendo questi importanti obiettivi di interesse militare.