Molti avevano sperato che si risvegliasse dal coma profondo nel quale era finito dopo un tragico incidente in moto, avvenuto l'8 settembre in via Cesare Rosaroll quasi all'incrocio con via Foria. Ma Giuseppe Menale, 26enne del Vasto non ce l'ha fatta. E ieri, al suo funerale, il Borgo Sant'Antonio Abate si è letteralmente fermato per ricordarlo. Almeno 500 persone in strada, fuori la chiesa Sant’Anna di quello che notoriamente è conosciuto come ‘buvero‘.

Giuseppe Menale era un grande tifoso del Calcio Napoli e gli ultras del gruppo Fedayn della Curva B non hanno fatto mancare la loro vicinanza: bara bianca, cori, le maglie sul feretro tenuto a spalla, gli stendardi dei gruppi di tifosi organizzati, i fumogeni come allo stadio, prima di una grande partita e lunghi applausi , lo striscione che recitava "Ciao Guerriero" tanto dolore e lacrime per una perdita così prematura e un coro già sentito durante un'altra dolorosa occasione, i funerali del tifoso Ciro Esposito: «Io già lo so / io già lo so / che al tuo fianco morirò / e quando gli ultras saranno in cielo / la maglia azzurra sarà con noi...». Durante il partecipato funerale non si sono registrati momenti di tensione, soltanto l'inevitabile paralisi del traffico nella zona dell'ex Pretura tra Porta Capuana, via Rosaroll e corso Garibaldi, vista l'imponente presenza di persone in strada.

Anche allo stadio San Paolo, prima e durante la partita Napoli-Sampdoria, la Curva B è rimasta silenziosa e listata a lutto, senza alcun segno distintivo di festa, in segno di cordoglio per il compagno scomparso. Prima del match di serie A uno striscione ricordava Menale e gli diceva addio.