“Ho sempre condiviso tutte le azioni e le scelte politiche di Dema a livello nazionale, però viene il momento in cui bisogna decidere e credo che il mio lavoro debba essere dedicato principalmente al territorio. Non posso distrarmi. È un momento delicato per la città e per la Municipalità. Dobbiamo trovare risorse, impegnarci per portare a termine tante cose che abbiamo in sospeso e sinceramente preferisco fare questa battaglia, anche, quando sarà il caso, nei confronti della stessa amministrazione. L'ultimo rimpasto in giunta? Non mi è piaciuto”.

Non le manda a dire Paolo De Luca, presidente della V Municipalità Vomero-Arenella, considerata da anni una roccaforte “arancione”, nonché zona di residenza del primo cittadino Luigi de Magistris. Il presidente del parlamentino di via Morghen questa mattina ha ufficializzato le dimissioni dal coordinamento nazionale di Dema. “Non ho lasciato, però, Dema – precisa De Luca – ma solo un organismo interno del partito”.

Non ritiene, però, che possa essere letto come un atto di sfiducia nei confronti del segretario Enrico Panini e dei vertici del partito?

“No, è solo il mio desiderio di dedicarmi alla Municipalità e se possibile alla città. Non più a temi di carattere nazionale, ci sarà qualcun altro che se ne occuperà. Ritengo che il mio impegno debba essere più incentrato sul territorio. Io pretendo maggiore rispetto per le Municipalità e in particolar modo per la Quinta, dove sono tante le cose ancora in sospeso e sulle quali aspetto ancora risposte”.

Perché? Finora non c’è stata una giusta attenzione dal Municipio nei confronti della Municipalità Vomero-Arenella? Eppure, assieme al Lungomare, è una delle zone più interessate da eventi e iniziative.

“Se noi riusciamo a rimanere a galla, è perché abbiamo la capacità di mantenere rapporti e di coinvolgere privati nelle nostre iniziative. Ma io mi aspetto da Palazzo San Giacomo una risposta forte su alcuni temi, come ad esempio le potature degli alberi. Non possiamo più aspettare per la cura di quelli ad alto fusto. È diventato un problema ed un pensiero. Bisogna intervenire, fare presto. Non possiamo perdere altro tempo”.

Tra pochi mesi ci sono le regionali, la sua uscita dal coordinamento nazionale non rischia di indebolire il partito in vista della tornata elettorale?

“Non ho lasciato Dema, lo ripeto. Sono pronto a dare una mano alle prossime Elezioni Regionali in Campania, se sarà il caso. Ma ancora non sappiamo quale sarà lo scenario da qui a maggio. Attendiamo, e se ci sarà l'occasione, ci sarà anche il mio impegno”.

L'ultimo rimpasto di giunta fatto dal sindaco un mese fa ha visto emergere nell’ambito di Dema la componente che è espressione dei centri sociali. Qual è il suo giudizio?

“Aldilà dei centri sociali, io ho espresso le mie perplessità sulle competenze. Credo che siano state sostituite persone di alto livello e rilievo con altre che invece non l'hanno ancora dimostrato. C’è il rammarico per aver perso elementi di valore come Nino Daniele, Mario Calabrese e Roberta Gaeta”.

Ha avuto modo di parlarne al sindaco?

“Ci siamo incontrati per uno scambio veloce una decina di giorni fa e abbiamo fatto queste considerazioni. Ma è il sindaco che decide ed è giusto così”.