don Gerlando Levante in Gomorra 4
in foto: don Gerlando Levante in Gomorra 4

Un uccellino così raro da essere rubato (o meglio, ceduto con la forza a fronte di un pur munifico pagamento perché "la fortuna non si può comprare") da Genny Savastano per essere regalato allo zio, il potente Gerlando Levante, protagonista della quarta stagione di Gomorra e richiamo ad una categoria di veri boss della Campania. Infatti in molti si sono chiesti due cose: a chi è ispirato il personaggio di Gerlando Levante? E soprattutto: la vicenda del cardellino raro con la ‘macchia del sangue di Gesù' è vera?

Andiamo per ordine: in Gomorra 4 Gerlando Levante (interpretato dall'attore Gianni Parisi) è un parente del defunto don Pietro Savastano «Donna Imma e ‘a mugliera' e don Gerlando Levante erano cugine», si sente dire). Abita in un casolare di campagna e si muove come un uomo di campagna, un vecchio patriarca. È laconico, consuma pranzo e cena con la famiglia al completo, dice la preghiera prima dei pasti e in generale molta religiosità, donne silenziose e quasi sottomesse, senza potere di incidere. Dal punto di vista dei rapporti e del potere assomiglia molto alle grandi famiglie camorristiche della zona Nord di Napoli legate alla mafia, una su tutti il clan Nuvoletta di don Lorenzo Nuvoletta di Marano (e con esso  il clan Polverino sempre maranese o parte del clan Mallardo di Giugliano).

Il cardellino "portatore di colore"

Veniamo alla seconda vicenda: il cardellino così raro da andare letteralmente a ruba. È vera o è una invenzione? In effetti gli sceneggiatori di Gomorra 4 si sono ispirati ad un fatto realmente accaduto nel 2012 al quartiere Arenaccia di Napoli, quando due uomini armati dopo aver fatto irruzione in un negozio anziché saccheggiare l'incasso hanno solo rubato un cardellino bianco dal retrobottega (esattamente come nella puntata di Gomorra). Non si trattava di un uccellino qualunque ma di un esemplare di cardellino "portatore di colore", ovvero un volatile capace, se accoppiato con un altro cardellino, di generare "sia uccelli dai colori vivacissimi sia altri cardellini bianchi con le stesse caratteristiche del genitore". Esemplari del genere possono valere molti soldi.

L'uccellino e il sangue di Cristo

Infatti in Gomorra4 Genny Savastano parla dell'uccellino come portatore di colore e si riferisce ad esso chiamandolo "Lacrime di Cristo". Perché? Presto detto: c'è una leggenda antichissima che racconta di un cardellino che tolse le spine dalla fronte di Cristo dopo la sua morte ricevendone una goccia di sangue di Gesù sulla testa dell'uccellino. La leggenda è molto più famosa e rilevante di quel che si pensi. Basti soltanto riportare alla memoria la celebre "Madonna del cardellino" (il nome completo è  "Madonna col Bambino e San Giovannino") di  Raffaello Sanzio, capolavoro del Cinquecento, olio su tavola esposto alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

Nell'iconografia cristiana la storia è ancor più complessa: cardellino, pettirosso e fringuello vengono  identificati come gli uccellini  che soccorsero Gesù Cristo durante la sua crocifissione, staccando, col becco, le spine dalla corona e ferendosi a loro volta. Per questo vengono indicati come  simbolo del sacrificio del Nazareno. L'aucielle p'a' caiòla: ovvero gli uccellini da gabbietta  si trovano anche sui presepi classici di San Gregorio Armeno, ma anche nelle canzoni napoletane d'un tempo e in alcune commedie teatrali napoletane.