Vincenzo Inquieto
in foto: Vincenzo Inquieto

Catturato all'aeroporto di Capodichino Vincenzo Inquieto, braccio destro del clan dei Casalesi e della famiglia Zagaria. Classe 1968 ed originario di Aversa, è stato catturato nell'aeroporto internazionale di Napoli al rientro dalla Romania, dove ormai risiedeva abitualmente e dove curava, secondo gli inquirenti, gli interessi del clan nel paese balcanico: deve rispondere di partecipazione all’associazione per delinquere di tipo mafioso. Rientrato nel capoluogo partenopeo, ha trovato stavolta ad attenderlo gli agenti della Dia, che lo hanno condotto nel carcere di Secondigliano. Fondamentali per le indagini le intercettazioni telefoniche ed ambientali, ma anche gli accertamenti bancari e patrimoniali che hanno permesso di scoprire che in Romania il boss Michele Zagaria, di cui Vincenzo Inquieto era il braccio destro, venivano gestiti proprio da lui assieme al fratello Nicola.

Lo stesso Vincenzo Inquieto venne arrestato il 7 dicembre 2011 assieme a Zagaria per averne favorito la latitanza e fu condannato così a 4 anni di carcere, ed uscire il 26 aprile 2015 a pena espiata. Secondo gli inquirenti, era Inquieto colui che ne curava le relazioni esterne, ricevendo ed inviando i cosiddetti "pizzini" per conto del boss ed interagendo con gli altri componenti della famiglia Zagaria. Il fratello Nicola era stato già arrestato il 12 aprile del 2018 a Pitești, la città dei tulipani rumena, poi condannato lo scorso maggio dal Tribunale di Napoli Nord a 16 anni di reclusione sempre per aver fatto parte del sodalizio casalese della famiglia Zagaria. Era proprio a Pitești, che dal 1972 è anche gemellata con Caserta e che è a tutti gli effetti una piccola colonia italiana, che Vincenzo Inquieto si era nascosto dopo la sua scarcerazione, diventandone il nuovo rappresentante casalese in Romania. Al termine delle lunghe e complesse indagini della magistratura italiana, questa notte ad attenderlo a Capodichino ha trovato gli uomini della Dia di Napoli che, assieme alla Polizia di Frontiera, gli ha notificato il provvedimento restrittivo emesso a suo carico, prima di portarlo nel carcere di Secondigliano.