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Opinioni
Bloody Money, inchiesta su rifiuti e politica
19 Febbraio 2018
19:26

Caserta, Vincenzo De Luca al giornalista Fanpage.it: “Via la camorra”. E lo fa cacciare

De Luca affronta e insulta cronista di Fanpage.it prima di un comizio a Caserta: “Via la camorra, qui solo persone civili” . E poi davanti alla platea continua lo show: “In altri Paesi se uno vuole rilasciare una dichiarazione lo fa, altrimenti non succede nulla. Mica è obbligato a essere aggredito dai cafoni”.
A cura di Ciro Pellegrino
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Antonio Musella, giornalista di Fanpage.it è stato affrontato nel pomeriggio di oggi dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Il fatto è avvenuto al Golden Tulip di Caserta, dove è in corso la convention di Campania in Movimento alla presenza del governatore.

In quel contesto il giornalista di Fanpage.it, microfono alla mano e dunque facilmente identificabile come operatore dell'informazione ha chiesto proprio al presidente della Regione Campania «Perché ci avete chiamato camorristi?».

Il riferimento è al lungo video in cui l'ex sindaco di Salerno ha difeso il figlio Roberto, indagato a seguito di una videoinchiesta del nostro giornale su affari e smaltimento rifiuto. Alla domanda del cronista di Fanpage.it, De Luca ha risposto: «Via la camorra, via, via, qui solo persone civili». E poi ad un suo sottoposto ha detto: «Filmate tutto».

Gli episodi dell’inchiesta

Il cronista  è stato circondato da cinque agenti di polizia ed è rimasto nella sala, da un lato del palco. È la seconda volta in poche ore che un giornalista di Fanpage.it viene affrontato durante una convention del Partito Democratico. Era andata peggio a Gaia Bozza, che ieri a Salerno è stata colpita con uno schiaffo e insultata da una supporter dem.

Dopo questo parapiglia, il comizio di De Luca è iniziato. E il presidente della Regione ha approfittato per una nuova bordata: «In altri Paesi – ha detto – se uno vuole rilasciare una dichiarazione lo fa, altrimenti non succede nulla. Mica è obbligato a essere aggredito dai cafoni, da chi esercita violenza privata. Ma in Italia oramai le regole sono perdute e dovremmo riconquistarle». E ancora: «C'è una violenza che viene esercitata con la parola, con i mezzi televisivi, con i giornali. Perché tanto con un titolo di giornale distruggono una persona, poi quando si faranno i processi se ne sono già dimenticati».

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Giornalista professionista, capo servizio di Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. Ha un podcast che si chiama "Saluti da Napoli". È co-autore dei libri Il Casalese (Edizioni Cento Autori, 2011); Novantadue (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città e L'Invisibile (Round Robin, 2013-2014). Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
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