Le persone hanno affollato il sagrato della chiesa di Santa Maria a Montesanto, nell'omonimo quartiere del centro storico di Napoli, già da qualche ora. Una folla commossa ha gremito poi la chiesa quando è arrivata la bara bianca. Oggi è il giorno del dolore, un dolore composto, ma anche della rabbia per i familiari e gli amici di Vincenzo Ruggiero, il ragazzo omosessuale di 25 anni ucciso a colpi di pistola nel luglio del 2017 ad Aversa, nella provincia di Caserta, da Ciro Guarente, geloso del rapporto di amicizia tra il ragazzo e la sua ex, Heven Grimaldi. Non contento, poi, Guarente ridurrà in pezzi il corpo di Vincenzo, cercando poi di occultarlo in un ammasso di cemento in un garage di Ponticelli, periferia orientale di Napoli.

Il prete durante l'omelia invita a parlare

Tantissime le persone che hanno gremito la chiesa di Montesanto, dove Vincenzo è cresciuto e ha vissuto fino a un anno prima della morte, quasi tutti vestiti con una t-shirt bianca con la foto del ragazzo stampata sopra. Tantissimi anche gli striscioni e le bandiere arcobaleno esposte all'esterno della chiesa, che il parroco però, don Michele Madonna, non ha permesso di esporre all'interno, durante la funzione. Il prete, durante l'omelia funebre, ha poi invitato la famiglia e gli amici a non serbare rancore, ma a parlare. "Chi sa parli" ha ripetuto, in merito all'omicidio del 25enne. Alle esequie era presente anche Heven Grimaldi, con la quale Vincenzo conviveva prima di essere ucciso, che ha scatenato la gelosia di Guarente che ha poi portato alla morte del 25enne.