Giorno di pagamento delle pensioni, persone che arrivano in massa e bancomat fuori servizio. Il risultato: assembramenti e calca davanti agli uffici e tutte le regole per limitare il contagio da coronavirus saltano. È la situazione che si è verificata a Monterusciello, frazione di Pozzuoli, in provincia di Napoli, dove per far rispettare la distanza di sicurezza tra i cittadini è stato necessario l'intervento delle forze dell'ordine. Le telecamere di Fanpage.it hanno documentato il disagio dei cittadini.

"Ci sono persone che sono qui dalle otto – dice una donna – qualcuno che è arrivato alle 6 per scrivere il proprio nome sul foglio (e mettersi in coda per l'accesso, ndr)". "Sono arrivata alle 8:30 – dice un'altra donna, anche lei in fila – e sul foglio già c'erano 150 firme". Per garantire l'ordine sono dovuti arrivare i carabinieri. A peggiorare la situazione, il malfunzionamento dello sportello bancomat: ieri era fuori servizio, l'unico modo per evitare la fila era quindi raggiungere un'altra filiale, soluzione non attuabile da chi non aveva possibilità di spostarsi agevolmente.

Per una situazione analoga, avvenuta anche quella nella giornata di ieri, 27 marzo, ma a Napoli, Poste Italiane ha replicato sottolinenando che per il pagamento delle pensioni sono aperti 55 uffici su 66 e che solo a Napoli sono disponibili 82 Atm. L'ingresso nelle filiali è regolato in base alle misure di sicurezza per prevenire il contagio e, per il pagamento delle pensioni, l'azienda "ha messo a punto un piano straordinario, con l'accredito anticipato al 26 marzo. In via eccezionale, è stato autorizzato il pagamento in circolarità: le somme spettanti potranno essere riscosse in qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale".