A Napoli il dramma dei senza fissa dimora nell'emergenza sanitaria legata al Coronavirus è sempre più tragica. Fanpage.it aveva denunciato la chiusura dei centri diurni, lo stop alle attività dei volontari, la serrata dei punti doccia e soprattutto l'assenza di un luogo dove i senza tetto potessero passare le ore diurne. Ad aggravare la situazione la morte di un senza fissa dimora nella Galleria Umberto I di Napoli, l'uomo è morto di freddo ed è stato trovato senza vita dai militari che stavano iniziando il servizio di controllo del territorio. I centri notturni ancora aperti si trovano principalmente nel Rione Sanità, una situazione che sta spingendo i circa 1700 senza fissa dimora della città a riversarsi nel quartiere. Una situazione esplosiva denunciata dai parroci del Rione Sanità che chiedono interventi urgenti alle istituzioni.

L'Appello: "Bisogna trovargli una casa"

Nel Rione Sanità sono presenti il Centro "La Tenda" con 120 posti letto per i senza fissa dimora e altri 80 posti letto si trovano nella struttura di Sant'Antonio la Palma nello stesso quartiere. Quasi 200 posti letto in uno dei quartieri a più alta densità abitativa della città. Non potendo girare in strada nelle ore diurne, non potendo trovare riparo nei centri che sono stati chiusi dall'ordinanza del governatore Vincenzo De Luca, queste persone stanziano in prossimità delle strutture per offrono ricovero notturno per paura e perché non avrebbero nessun altro posto in cui stare. Con la serrata delle strutture, dei punti doccia comunali e della maggior parte delle mense, la salute dei senza fissa dimora è fuori da ogni osservazione e controllo, pertanto sono esposti notevolmente al rischio di contagio da Coronavirus e allo stesso tempo rischiano di essere vettori dell'infezione.

L'appello pubblico è stato lanciato dai parroci del quartiere Don Antonio Vitiello (centro la tenda), Padre Alex Zanotelli e Arcadio Sicher (missionari comboniani), Padre Salvatore Fari (padri della missione), Don Franco Esposito (pastorale carceraria al rione sanità), Don Michele Esposito (parroco Santa Maria dei vergini), Don Valentino De Angelis (parroco di Santa Maria dei miracoli), Don Antonio Loffredo e don Giuseppe Rinaldi (parroci di S. Maria del Carmine alle Fontanelle, di San Severo e di Santa Maria alla Sanità) e Padre Alfonso Ferraro (S. Antonio a La Palma). "Questo Rione lo ha sempre accolto con grande generosità. Ma ora con la gravissima epidemia del Covid-19 diventa problematico sia la permanenza adeguata che l'allontanamento dei senza fissa dimora dai centri, perché significa costringerli a vivere per strada, violando così le norme imposte dal governo. Per questi nostri fratelli e sorelle fragili, chiediamo rispetto e dignità come essere umani e come cittadini" scrivono i parroci. "Per questo chiediamo alle autorità competenti, come diritto di ogni cittadino, una soluzione abitativa adeguata sul modello adottato già in varie città (Milano, Ragusa, Vicenza). Ricordiamo che a Napoli ci sono circa 2 .000 senza fissa dimora, che sono esseri umani, titolari di inalienabili diritti!" sottolineano i sacerdoti.

Dal Comune diversi annunci ma nessun atto concreto

La maggior parte delle mense per senza fissa dimora della città di Napoli ha interrotto le attività a causa delle disposizioni del governo nazionale e della Regione Campania in materia di assembramenti. Continua a lavorare la mensa di Piazza del Carmine presso la quale si concentra la maggior parte dell'utenza della città. Davanti alla struttura pochi giorni fa l'Assessore al Welfare del Comune di Napoli Monica Buonanno si era fatta immortalare pubblicando poi un post sul suo profilo di Instagram: "Siamo al servizio della città, di chi ha bisogno di tutto" scriveva l'assessore. Eppure le cose sembrano stare diversamente. Proprio dai volontari della mensa è arriva un grido d'allarme : "La mensa sta scoppiando, abbiamo degli assembramenti pazzeschi e scarseggiano i viveri – spiegano a Fanpage.it – questa situazione rischia di moltiplicare il contagio".  Il punto doccia di via Tanucci gestito dal Comune di Napoli, dopo alcuni giorni di chiusura ha riaperto i battenti, ma senza fornire il servizio, è infatti impossibile fare le docce. "Troppo rischioso per il contagio" fanno sapere dalla struttura. Una riapertura nei fatti del tutto inutile. Pochi giorni fa con un lungo post su Facebook il Sindaco Luigi de Magistris ha annunciato le misure speciali dell'amministrazione per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. Tra i tanti punti si leggeva nel post del Sindaco l'individuazione di un'area dove ospitare i senza fissa dimora e la creazione di punti tenda in strada per dare servizi. Ad oggi non solo non c'è traccia della delibera della giunta comunale ma nemmeno delle soluzioni proposte. E' passato quasi un mese dall'inizio dell'emergenza sanitaria eppure il Comune di Napoli non è riuscito a trovare una soluzione per le 1700 persone che a Napoli sono costrette a vivere in strada. L'abbassamento delle temperatura e l'allerta meteo diramata dalla Protezione Civile per i prossimi giorni rischiano di aggravare ulteriormente la situazione di chi vive in strada. Il primo morto si è già contato. Il ritardo nell'affrontare quest'emergenza è ormai palese.