Il Comune di Napoli intende realizzare un mega-tendone per accogliere i 1700 senzatetto della città in questo momento di emergenza sanitaria per il Coronavirus e trovare una struttura dove ospitare tutti i casi positivi di Covid-19 che ad oggi sono in isolamento domiciliare a casa e non necessitano di ricovero. “A stretto giro – afferma il sindaco Luigi de Magistris, intervenuto a radio Crc – allestiremo una o due tensostrutture h24 per fornire assistenza sanitaria, riparo e pasti a chi è in difficoltà. E stiamo anche lavorando per individuare un luogo in cui far trasferire i positivi al Covid-19 che non hanno bisogno di ricovero ospedaliero così da non farli stare a casa perché si rischia che le abitazioni siano luoghi di diffusione del virus". Tra le ipotesi circolare quella del Real Albergo dei Poveri di piazza Carlo III o della Mostra d'Oltremare.

Il Comune rafforza l'assistenza ai senzatetto

Nell'attesa della realizzazione dei capannoni per i senza fissa dimora, il Comune in questi giorni ha potenziato il servizio di assistenza in strada da parte degli operatori sociali. Il progetto al quale sta lavorando il Comune di Napoli in queste ore, per dare un riparo agli oltre 1.700 clochard che non possono restare a casa, semplicemente perché non ce l'hanno. L'idea è quella d realizzare due tensostrutture gigantesche, dove poter allestire i letti e i servizi essenziali, come bagni e docce. E poter servire anche i pasti caldi.

Distribuiti ieri 200 pasti caldi in strada

Ieri, la rete delle associazioni del terzo settore ha distribuito pasti caldi in strada. "Abbiamo distribuito 200 pasti caldi – spiega Sergio D'Angelo, patròn di Gesco – e quasi 15 tonnellate di beni alimentari di prima necessità. Abbiamo incontrato tante persone sole, abbandonate a se stesse, ma anche tante famiglie che fino a poco prima conducevano una vita normale.
C'è troppa solitudine e disperazione in giro per non considerare ragionevole di doversi preparare al peggio. Si sta combattendo contemporaneamente, quasi mai con mezzi adeguati, una battaglia difficile contro un virus di cui si sa ancora troppo poco, ma anche contro la cura (necessaria e obbligata, di restare a casa) che sta facendo sprofondare nel baratro della miseria chi era già privo di ogni cosa e chi viveva di stenti, grazie ad un lavoro precario o a nero. Bisogna fare presto, prima che la situazione precipiti. Lo sforzo straordinario e generoso di tante associazioni di volontariato non è sufficiente. Adesso ci vuole l'intervento dello Stato. Subito. Con numerose organizzazioni sociali abbiamo promosso un appello indirizzato al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e al sindaco di Napoli Luigi de Magistris per chiedere l’istituzione di un coordinamento per le misure da adottare a favore delle persone più fragili come senza dimora, rom, anziani, persone con disabilità, sofferenti psichici, famiglie sole.