In strada, come se niente fosse. Succede nel centro di Napoli, dove questa mattina, 20 marzo, c'erano due sposi e quella che potrebbe essere una testimone. Le fotografie stanno diventando virali, i tre sono tutti in abito da cerimonia e hanno la mascherina sul volto, si sono spostati tra via Santa Caterina e piazza dei Martiri, a quanto sembra senza nessun seguito. In molti si chiedono quanto fosse opportuno muoversi in strada, seppur per una occasione così speciale, ma soprattutto sono tanti quelli che, anche sui social, si chiedono se in questi giorni di emergenza epidemiologica sia consentito o meno sposarsi. I due novelli sposi, però, sono stati fermati dalla Polizia: consentito sposarsi, ma non andare in giro per passeggiare e fare foto, e così per loro e per i testimoni è scattata la denuncia.

In realtà i matrimoni religiosi sono stati sospesi, così come tutte le cerimonie religiose, fino al prossimo 3 aprile, come comunicato dal cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli e presidente della Cei. Discorso diverso per quelli civili: sono sospesi anche quelli, fatta eccezione per i matrimoni civili in punto di morte, ma in questi giorni verranno celebrati ugualmente quelli annunciati prima del 9 marzo e per i quali i futuri sposi non hanno deciso l'annullamento. "Le celebrazioni di matrimoni o unioni civili sono effettuate solo se già concordate o già fissate in agenda – spiega Rosaria Galiero, assessore alla Protezione Civile e all'Anagrafe – vengono celebrate solo in casi di comprovata indifferibilità. Ovviamente l'accesso in sede è consentito ai soli nubendi/dichiaranti per la costituzione di unione civili, testimoni e Ufficiale di stato civile delegato, i quali durante la celebrazione devono mantenere le distanze previste dalle norme. Attualmente tutte le nuove istanze non sono celebrate". In ogni caso, restano valide le prescrizioni: evitare gli assembramenti e limitare le uscite al minimo se non per le eccezioni dovute alla necessità, tra le quali non figura chiaramente la passeggiata, nemmeno in caso di matrimonio. I due giovani sposi, entrambi imprenditori, si sono sposati con rito civile a Chiaia, tutti a volto coperto e mantenendo le distanze, e chiaramente non hanno organizzato un banchetto nuziale. Successivamente, però, sono stati fermati dagli agenti del commissariato San Ferdinando della Polizia di Stato in via Partenope, all'angolo con piazza Vittoria; si erano fermati insieme ai due testimoni e stavano scattando delle foto ricordo. I quattro sono stati denunciati per inottemperanza alle prescrizioni del Governo per limitare la diffusione del coronavirus.

In merito ai controlli che si stanno svolgendo in questi giorni, l'assessore Alessandra Clemente ha spiegato che "proseguiranno costanti con particolare attenzione alle periferie. Saremo soddisfatti solo il giorno in cui le persone o attività commerciali denunciate saranno zero: abbiamo il dovere nei confronti della comunità e di noi stessi di rispettare le prescrizioni e di individuare con fermezza chi non rispettandole vanifica l’enorme sforzo che tutti noi stiamo realizzando”.

De Luca: "Se organizzate feste mandiamo i carabinieri coi lanciafiamme"

Le sospensioni sono state decise per evitare gli assembramenti, che costituiscono potenziale veicolo di contagio da coronavirus. Per lo stesso motivo sono stati vietati anche tutti gli altri tipi di feste. Lo ha ribadito poco fa, intorno alle 15, il governatore Vincenzo De Luca in diretta Facebook. Parlando dell'inciviltà di una parte dei campani che rischia di rendere vani anche gli sforzi di tutti gli altri e di prolungare il periodo di limitazioni. "Mi arrivano voci di persone che vogliono organizzare feste di laurea – ha detto De Luca – se la fate mandiamo i carabinieri con il lanciafiamme".