L'ordinanza del sindaco Luigi de Magistris contro il Coronavirus tradotta anche in arabo e in cinese. Tra le ultime misure di prevenzione per arginare il rischio contagio c'è anche quella di diffondere in altre lingue le disposizioni già adottate dal Comune di Napoli, come la sanificazione degli uffici pubblici e dei locali privati. L'assessorato alle Politiche Sociali e al Lavoro, infatti, oggi ha reso disponibile l'ordinanza tradotta in arabo, francese e cinese dai volontari del Tavolo Immigrati.

Ordinanza sindacale tradotta in arabo, cinese e francese

L’ordinanza sindacale tradotta in cinese
in foto: L’ordinanza sindacale tradotta in cinese

Un modo per agevolare anche i cittadini che parlano altre lingue, come la comunità cinese, molto presente a Napoli. Proprio per aiutare i cittadini stranieri che hanno bisogno di maggiori informazioni e chiarimenti, domani, dalle ore 16 alle 18, sarà attivo lo sportello informativo presso la Sala Pignatiello di Palazzo San Giacomo. Sempre domani, l'Assessore alla Salute Francesca Menna, in commissione Welfare, farà il punto sulle misure di riduzione del contagio, nello specifico nelle strutture destinate ai senza fissa dimora e nei dormitori pubblici.

Telelavoro, il Comune di Napoli avvia la sperimentazione

Nonostante gli inviti e le indicazioni del governo nazionale a rafforzare il ricorso al telelavoro in questo periodo per contrastare il Coronavirus, al Comune di Napoli i nuovi sistemi di lavoro da casa scontano ancora ritardi. Il 20 gennaio scorso è stata attivata la sperimentazione del progetto “Lavoro Agile per il futuro della PA – Pratiche innovative per la conciliazione vita-lavoro”, approvata dall'amministrazione lo scorso novembre, sulla scorta della legge 81 del 2017. La sperimentazione durerà 4 mesi e vede coinvolti 73 dipendenti che potranno lavorare in luoghi diversi dall'ufficio.

“Le finalità del progetto – spiega l'assessore al Lavoro Monica Buonannosono la conciliazione tra lavoro e cura della persona che esercita la prestazione o di un membro della famiglia con necessità particolari di assistenza e l’attenzione alle tematiche ambientali, collegate alla riduzione dell’inquinamento e dei consumo energetici”.

Tutti i dipendenti ammessi svolgono il Lavoro Agile nel luogo da loro indicato e con attrezzature proprie, tali da garantire il collegamento con la postazione d’ufficio. Il controllo sulle attività svolte dagli smartworkers spetta ai dirigenti, che verificano il raggiungimento del risultato, ferme restando le fasce orarie di reperibilità che ogni dipendente deve garantire. Nessuno dei lavoratori coinvolti si trova in uffici di front office. La fase di sperimentazione finirà a giugno e la legge nazionale diventerà operativa.